LA GALLERIA DEL BARONE - Spinea
IL FASCINO DEL VOLTO -
Mostra di pittura e disegni di Riccardo Perocco
Ancora una volta vi invitiamo a questa nuova esposizione di opere artistiche intitolata Il Fascino del Volto, dedicata all’artista Riccardo Perocco, in arte Ripe.
Già il titolo, come potete immaginare, evoca un tema eternamente presente nella storia dell'arte.
Il fascino del ritratto, e in particolare del volto umano, rappresenta da secoli una fonte inesauribile di ispirazione per molti artisti.
Sin dall'antichità, il volto ha simboleggiato l'essenza dell'individuo, lo specchio dell’anima. Uno strumento attraverso il quale tanti pittori nel corso dei secoli hanno immortalato le emozioni e raccontato le storie personali dei soggetti ritratti.
Tutti ricordiamo i grandi maestri, dalle introspezioni rinascimentali di Leonardo da Vinci con la sua enigmatica Mona Lisa, fino alle profondità psicologiche esplorate da Rembrandt nei suoi autoritratti, dove ogni ruga e ogni sguardo cattura l'essenza della condizione umana.
Il volto non è solo una rappresentazione fisica, ma un dialogo silenzioso tra l'artista e l'osservatore, un invito a esplorare attraverso un volto, l'intimità, la vulnerabilità e la bellezza intrinseca dell'essere umano.
Nella nostra epoca dominata dalle immagini digitali, il fascino del volto ritratto a mano ci riporta a un'arte autentica, capace di trasmettere emozioni profonde.
Riccardo Perocco, incarna perfettamente questa tradizione.
Nato a Venezia, oggi residente a Spinea dove vive e ancora opera, nella sua carriera che spazia dagli anni '90 a oggi, Perocco ha esposto in numerose mostre personali e collettive, voglio ricordare la mostra tenuta proprio qui a Spinea dal titolo "Gli Ultimi" nel 2014 a Villa Simion, o quella più esauriente che si è tenuta nel 2019 al Teatro Accademico di Castelfranco Veneto, oltre poi segnalare, in particolare, la sua partecipazione nel 2018 al Premio Mestre di Pittura con il paesaggio "Un tratto del Sile".*
Il suo stile è fortemente influenzato dal realismo classico che viene arricchito da una sensibilità contemporanea, che si distingue per la maestria nel catturare la texture della pelle, l'intensità degli sguardi e le sfumature emotive.
Perocco utilizza varie tecniche, tra le quali l'olio, la grafite, le tempere su supporti, quali tele, tavole e materiale cartaceo – trasformando i suoi soggetti in narrazioni vivide, sempre ispirate a figure reali che riflettono la vita quotidiana, la saggezza dell'età e la poesia dell'esistenza.
Come potete vedere, una parete intera è stata dedicata dal curatore ai ritratti femminili, carichi di grazia e mistero, come la giovane donna con capelli raccolti e labbra socchiuse, o un'altra con un sorriso luminoso ed un girocollo di perle, bellezza su bellezza di gioielli delicati , dove la luce gioca un ruolo fondamentale nel rivelare emozioni sottili.
Tra le altre opere esposte, troverete volti di anziani segnati dal tempo, come quello di un uomo calvo con espressione pensierosa, o di un violinista immerso nella sua musica, realizzati con un realismo toccante che ne esalta le rughe e l'intensità dello sguardo.
Ci sono anche disegni in grafite, più intimi e minimalisti, come il profilo di un uomo anziano che guarda in basso o il volto di una bambina con sguardo innocente e curioso.
Queste opere, prevalentemente in bianco e nero, sottolineano la purezza della linea e del chiaroscuro, evocando maestri importanti come Dürer oltre a quelle pittoriche interessantissime per il loro amore per la particolare scelta di luci e ombre che ricordano molto da vicino il luminismo del Caravaggio, al quale Perocco si ispira, ma sempre con un tocco personale, rendendo ogni ritratto unico e contemporaneo.
Tuttavia, l'artista ha scelto di includere anche tre opere che deviano dal tema principale, presentandoci tre paesaggi: una foresta fitta di abeti con rocce muschiate, un pascolo autunnale con mucche al pascolo vicino a un laghetto, e un tranquillo fiume bordato da vegetazione lussureggiante con una barca ormeggiata.
Questa decisione oltre che a farci vedere la sua versatilità artistica, non è casuale: i paesaggi offrono un contrasto poetico ai ritratti, simboleggiando forse il legame tra l'uomo e la natura, o un respiro di vastità in mezzo all'intimità dei volti.
Perocco, appassionato di ambienti naturali veneti e alpini, usa questi dipinti per ampliare l'orizzonte della mostra, invitandoci a riflettere su come il "volto" della terra possa dialogare con quello umano, entrambi espressione di bellezza eterna e mutevole.
"Il Fascino del Volto" non è solo una collezione di opere, ma un viaggio emotivo attraverso l'umanità e il paesaggio, reso possibile dalla visione sensibile di Riccardo Perocco.
Vi invito a immergervi in questi quadri e disegni, a lasciarvi catturare dagli sguardi e dalle atmosfere, e a scoprire il fascino intramontabile che solo l'arte vera sa regalare.
Grazie per la vostra presenza. La mostra è aperta al pubblico fino al 24 aprile e vi auguro una visita illuminante.
(a cura di Vincenzo Rino Franzin)
* Mostre:
- Abbazia di Santa Maria in Sylvis a Sesto al Reghena (2004)
- Centro d’Arte e Cultura “Brolo” a Mogliano Veneto (2004)
- Palazzo della Loggia a Noale (2008)
- Villa Farsetti a S. Maria di Sala (2012) con oltre una cinquantina di
opere tra oli, pastelli e disegni
- Oratorio di Villa Simoni a Spinea (2014) improntata sulla tematica del
sociale dal titolo “Dedicato agli ultimi”
- Barchessa di Villa XXV Aprile a Mirano (2016)
- Teatro Accademico di Castelfranco Veneto (2019)
- Palazzo della Provvederia a Mestre (2023)
- Palazzo della Loggia a Noale (2025)
- Centro Civico di Borbiago di Mira (2025)
di seguito alcune immagini delle opere
![]() |
| Abeti in Valgradena |
![]() |
| Estate in Lessinia |
.jpg)













%20-%20Copia.jpg)




















