LA GALLERIA DEL BARONE - MUSI-CI esposizione delle opere dell'artista spinetense LORENZO TREVISAN
lunedì 1 giugno 2026
lunedì 27 aprile 2026
ROTTE INVISIBILI - esposizione dell'artista LORENZA AGOSTO - La Galleria del Barone
Il Centro Calcografico 3C di Mestre, in collaborazione con la Pizzeria Jazz Club Il barone Rosso, ha il piacere di presentare la mostra ROTTE INVISIBILI - esposizione dell'artista LORENZA AGOSTO.
La mostra è visitabile dal 24/04/2026 al 5/06/2026 e sarà inaugurata domenica 10/05/2026 ore 11,30
Curatore allestimento Gianni Favaro, presentazione di Vincenzo - Rino - Franzin
INAUGURAZIONE 10 MAGGIO 2026
ORE 11,30
ROTTE INVISIBILI –
PRESENTAZIONE
Lorenza Agosto è una pittrice e incisora che, sin dal 1976, ha legato gran
parte della sua attività al Centro Piranesi di Mogliano Veneto,
istituzione storica dedicata alla promozione delle arti visive e della grafica
d’arte, fondata dal Prof. G.C. Zaramella a Mogliano Veneto.
Socia attiva del Centro Artistico G.B. Piranesi, partecipa regolarmente ai
laboratori e alle iniziative collettive promosse dall'associazione, formandosi
sotto la guida del Prof. G.C. Zaramella e, tra gli altri, dell’attuale
presidente Angelo Zennaro. Ha approfondito lo studio della pittura presso
l’Accademia "Artis Domus" (interna al Centro), frequentando corsi di
disegno, nudo e acquerello.
Dal 2005 e fino alla sua chiusura nel 2016, ha frequentato la sezione di
grafica del laboratorio "Il Torchio Piranesi", fondato e
diretto dal Maestro Gianni Favaro. Qui ha affinato l'uso dell'acquaforte e
dell'acquatinta, prediligendo in particolare il piccolo formato e l'arte degli Ex
Libris. Nel tempo, la sua ricerca stilistica si è evoluta dalla pittura a
olio degli esordi verso l’acquerello e l’acrilico, procedendo parallelamente
all'attività incisoria.
L’approdo al Collage
Da qualche anno, Lorenza Agosto si dedica con particolare interesse alla
tecnica del collage, frequentando corsi specialistici per approfondirne
le potenzialità espressive. Il collage non è un semplice "ritaglio e
incollo", ma una vera filosofia della scomposizione e ricomposizione di
questo linguaggio d'avanguardia nato nel primo Novecento.
La tecnica del collage consiste nell’ incollare su di
una superficie generalmente rigida frammenti di carta, ritagli di giornali e
immagini fotografiche secondo una disposizione casuale e/o mirata in funzione
della composizione a cui si sta lavorando.
La definizione della tecnica si precisa nel 1900
attraverso l’uso che ne fanno Braque e
Picasso, tanto che nel 1912 il collage
diventa a tutti gli effetti una tecnica artistica.
Braque e Picasso hanno di fatto utilizzato il collage
come un intervento a completamento delle loro opere incollando ritagli di
giornale o altro materiale direttamente sulla tela in modo armonioso e poi
completando con tecniche tradizionali ma mantenendo evidente l’estraneità del
materiale incollato.
La carta
tagliata e incollata è metafora di oggetti sezionati e ricomposti. Sintetizza
il mutamento della realtà che stava avvenendo in quei primi anni del Novecento.
Rappresentava simbolicamente uno strappo con la pittura tradizionale. Una de- costruzione
per giungere ad una ricostruzione.
Ai
futuristi il collage consente di essere provocatori attraverso
accostamenti inconsueti ciò avviene in Boccioni e Carrà
Con l’espressionismo
nascono i primi fotomontaggi per deridere Hitler, mentre in Francia Matisse
utilizza le forbici al posto del pennello.
Il
dadaismo utilizzò molto il collage per fare accostamenti assurdi
e unire ritagli a figure umane, animali, scene di guerra e oggetti di uso
quotidiano.
Tutte queste correnti hanno posto le basi sul modo in
cui viene utilizzata oggi questa tecnica.
Tornando a Lorenza Agosto lei predilige in particolare:
- Il
Fotomontaggio: sottocategoria composta da ritagli di riviste e fotografie per creare
immagini realistiche ma paradossali.
- L’Assemblage: variante
tridimensionale che integra materiali di recupero.
Questa tecnica, basata sul riciclo e sul riutilizzo di materiali di scarto,
diventa per lei un metodo di pensiero e uno strumento di critica sociale,
permettendole di riappropriarsi dei messaggi dei mass media per stravolgerne il
significato originale.
La mostra "ROTTE INVISIBILI"
Se in passato i temi prediletti erano i fiori, attraverso il collage
l’artista ha iniziato a esplorare il mondo animale e i paesaggi. In questa
mostra, dal titolo "ROTTE INVISIBILI", protagonista è
l’immagine simbolica del pesce, inteso come emblema universale di
sopravvivenza, legato al tema del viaggio e della memoria collettiva. Il pesce
diventa una figura archetipica del destino umano che attraversa la storia.
La stratificazione del collage si fa traccia dei drammi del nostro secolo,
in particolare di quello ambientale che provoca esodi di massa. Le popolazioni
migranti percorrono senza esserne consapevoli, le medesime "rotte della
disperazione", che sono spesso invisibili ai nostri occhi finché i loro
corpi non vengono restituiti dal mare. Le opere di Lorenza Agosto danno voce a
quel grido silenzioso di dolore che richiama ognuno alle proprie
responsabilità.
Se alcune opere sono eseguite per mero divertimento e senso dell’ironia
altre sono costruite in modo irriverente, dissacrante per mettere in dubbio le certezze su cui si fonda la
società attuale.
Ad esempio, la lisca di pesce dorata su fondo blu ha come titolo ”GAME OVER. TRY AGAIN “ I giochi son fatti, il mare ha risucchiato i migranti,
la plastica è stesa ovunque sul fondo oceanico,
ossa scheletriche compongono un THE END, è la fine! Ma la speranza ci è data dall’oro,
da quella lisca dorata, da quella ricchezza infinita che ci giunge dal mare e
ci darà la forza nel futuro in cui ci riproveremo
ancora.
Il pesce su fondo azzurro declina: IL
FUTURO E’MICROPLASTICA così come nella RETE
è dichiarata la GUERRA ALLA PLASTICA
del mare.
In L’AMO l’osservatore è
chiamato a risolvere un rebus ,con il doppio senso della pinna dorsale, l’uncino
stesso e l’ingaggio amoroso…
Il Polittico
In esposizione è presente anche un significativo polittico composto da
quattro opere:
- Primo
quadro: Due figure — una donna a torso nudo (l’effimero) e il pesce archetipo
(la caducità delle cose) — sostano in equilibrio tra realtà e inconscio.
- Secondo
quadro: Rappresenta la consapevolezza dell'ignoto (il cilindro), mentre il
pesce-archetipo simboleggia i sogni sorvolati da un aliante.
- Terzo
quadro: Dal cilindro emerge la mano gentile di un arto meccanico (la
tecnologia), sotto lo sguardo di un "pesce guardiano" rivolto
alla luna.
- Quarto
quadro: Una figura femminile sorregge la luna e, sostenuta da un fiore,
rappresenta la speranza, la pace e la fratellanza. In un angolo, un uomo a
testa in giù suggerisce l'assenza di coordinate fisse: non c’è destra né
sinistra, alto né basso, né sogno né realtà.
Mostre di rilievo (2018-2026)
- "Abitare
lo Spazio Condiviso" (2026):4ª edizione della collettiva
organizzata dal Centro Piranesi a San Vendemiano.
- "Rotte
e Destini – La Seduzione dell'Acqua" (2025-2026):
Esposizione presso il Museo Casa Gaia da Camino a Portobuffolè. L'artista
è stata selezionata tra i 26 rappresentanti del Centro Piranesi.
- "Punti
di Vista – Paesaggio" (2024): Mostra celebrativa per il
62° anno di fondazione del Centro Piranesi.
- "Malinconie
e Speranze" (2021): Esposizione presso il Brolo
Spazio Arte Urbano di Mogliano
Veneto.
- “Tempo Passato Presente”
(2018): Esposizione presso Museo Toni Benetton Mogliano Veneto
- “On the Road”(2018): Acquerelli e grafica. Casa dei Carraresi, Treviso
lunedì 30 marzo 2026
TESTIMONIANZE INCISE - Mostra di Incisioni e Libri d'artista
“Testimonianze Incise”: l’arte della calcografia in mostra a Mestre
Dal 2 al 9 aprile 2026, la Sala Provvederia
ospita le opere e i libri d’artista del Centro Calcografico 3C.
L’Associazione Culturale Centro Calcografico
3C di Mestre è lieta di presentare “Testimonianze Incise”,
una mostra collettiva dedicata all’incisione calcografica e ai libri d’artista.
L'esposizione, patrocinata da Città in Festa, si terrà presso la prestigiosa Sala
Provvederia di via Torre Belfredo dal 2 al 9 aprile 2026.
Il percorso
espositivo
La mostra offre un viaggio che parte dalla nobile
e antica tradizione dell’incisione per approdare alle forme contemporanee e
ricercate del Libro d’Artista. Le
opere esposte interpretano la natura, la fantasia, la classicità e molto altro
attraverso i colori e le molteplici tecniche calcografiche sia tradizionali che
sperimentali. Tutto a sottolineare l’eterogenea mescolanza di personalità del
Centro Calcografico 3C che condivide la stessa passione per l’Arte ma
soprattutto per l’affascinante Arte dell’Incision che vanta oltre 600 anni di
storia.
Fondato nel 2003
dalla visione dei maestri incisori Alberto Benvenuti (1937-2016) e Gianni
Favaro, il Laboratorio 3C è diventato negli anni un punto di riferimento
per il territorio veneziano. In 23 anni di attività nella sede del Centro
Civico Altobello, l'associazione ha formato centinaia di allievi e promosso
iniziative di rilievo nazionale, come il Premio Mestre "PF – Biglietti
d’autore".
Oggi, con oltre 40 soci attivi, il Centro
ha ampliato i propri orizzonti: dal 2025 l'offerta formativa include non solo
la calcografia, ma anche corsi di disegno, acquerello, calligrafia, scrittura
creativa e legatoria. L’impegno dell’associazione si estende inoltre alla cura
di rassegne come "L'arte incontra la gente" presso La Galleria del
Barone a Spinea e le storiche mostre per la Sagra del Graspo de Ua.
GLI ARTISTI IN MOSTRA - SALVATORE AFFINITO - CRISTINA BERGAMASCO
- DANIELA BETTELLA - SANDRA CAMANI – GIORGIO CAPRITTA - VALENTINA DAL FABBRO - GIANNI
FAVARO - MARIA CONCETTA FORNARI - VINCENZO RINO FRANZIN - GIANNA GIACOMIN – ELISABETTA
GOMIRATO - MARIA PIA MONTAGNA - LUISA NOVELLETTO – MARLENE SAIPA - LORENA
SEMENZATO
- Sede della mostra : Sala Provvederia, Via Torre Belfredo 1, Mestre
(VE)
- Date: Dal 2
al 9 aprile 2026
- Inaugurazione: Giovedì 2
aprile, ore 18:00
- Orari di apertura: Tutti i giorni, dalle 16:00 alle 19:00
- Ingresso: Libero
Contatti e Web
- Indirizzo: APS
Associazione Culturale 3C, Via A. Costa 38/A, 30172 Mestre (VE)
- Email:
circolocalcografico3c@gmail.com
- Tel: +39 333
3397860 | +39 333 7135254
- Sito Web: www.circolocalcografico3c.blogspot.com
- Facebook: Centro Calcografico 3C
martedì 24 marzo 2026
Il Laboratorio del 3C è.......
DISEGNO docente Elisabetta Gomirato
SCRITTURA CREATIVA docente Giovanna Larizza
CALLIGRAFIA docente Maria Pia Montagna
LEGATORIA docente Elisabetta Gomirato
sabato 14 marzo 2026
Il CENTRO Calcografico 3C
Fondato nel 2003
dalla visione dei maestri incisori Alberto Benvenuti (1937-2016) e Gianni
Favaro, il Laboratorio 3C è diventato negli anni un punto di riferimento
per il territorio veneziano. In 23 anni di attività nella sede del Centro
Civico Altobello, l'associazione ha formato centinaia di allievi e promosso
iniziative di rilievo nazionale, come il Premio Mestre "PF – Biglietti
d’autore".
Oggi, con oltre 40 soci attivi, il Centro
ha ampliato i propri orizzonti: dal 2025 l'offerta formativa include non solo
la calcografia, ma anche corsi di disegno, acquerello, calligrafia, scrittura
creativa e legatoria. L’impegno dell’associazione si estende inoltre alla cura
di rassegne come "L'arte incontra la gente" presso La Galleria del
Barone a Spinea e le storiche mostre per la Sagra del Graspo de Ua.
CONTATTI:
APS Associazione Culturale 3C, Via A. Costa 38/A, 30172 Mestre VE - circolocalcografico3c@gmail.com, 3333397860 / 3385066086 / 3337135254
facebook: Centro Calcografico 3C
lunedì 2 marzo 2026
IL FASCINO DEL VOLTO - Mostra di pittura e disegni di Riccardo Perocco LA GALLERIA DEL BARONE - Spinea
LA GALLERIA DEL BARONE - Spinea
IL FASCINO DEL VOLTO -
Mostra di pittura e disegni di Riccardo Perocco
Ancora una volta vi invitiamo a questa nuova esposizione di opere artistiche intitolata Il Fascino del Volto, dedicata all’artista Riccardo Perocco, in arte Ripe.
Già il titolo, come potete immaginare, evoca un tema eternamente presente nella storia dell'arte.
Il fascino del ritratto, e in particolare del volto umano, rappresenta da secoli una fonte inesauribile di ispirazione per molti artisti.
Sin dall'antichità, il volto ha simboleggiato l'essenza dell'individuo, lo specchio dell’anima. Uno strumento attraverso il quale tanti pittori nel corso dei secoli hanno immortalato le emozioni e raccontato le storie personali dei soggetti ritratti.
Tutti ricordiamo i grandi maestri, dalle introspezioni rinascimentali di Leonardo da Vinci con la sua enigmatica Mona Lisa, fino alle profondità psicologiche esplorate da Rembrandt nei suoi autoritratti, dove ogni ruga e ogni sguardo cattura l'essenza della condizione umana.
Il volto non è solo una rappresentazione fisica, ma un dialogo silenzioso tra l'artista e l'osservatore, un invito a esplorare attraverso un volto, l'intimità, la vulnerabilità e la bellezza intrinseca dell'essere umano.
Nella nostra epoca dominata dalle immagini digitali, il fascino del volto ritratto a mano ci riporta a un'arte autentica, capace di trasmettere emozioni profonde.
Riccardo Perocco, incarna perfettamente questa tradizione.
Nato a Venezia, oggi residente a Spinea dove vive e ancora opera, nella sua carriera che spazia dagli anni '90 a oggi, Perocco ha esposto in numerose mostre personali e collettive, voglio ricordare la mostra tenuta proprio qui a Spinea dal titolo "Gli Ultimi" nel 2014 a Villa Simion, o quella più esauriente che si è tenuta nel 2019 al Teatro Accademico di Castelfranco Veneto, oltre poi segnalare, in particolare, la sua partecipazione nel 2018 al Premio Mestre di Pittura con il paesaggio "Un tratto del Sile".*
Il suo stile è fortemente influenzato dal realismo classico che viene arricchito da una sensibilità contemporanea, che si distingue per la maestria nel catturare la texture della pelle, l'intensità degli sguardi e le sfumature emotive.
Perocco utilizza varie tecniche, tra le quali l'olio, la grafite, le tempere su supporti, quali tele, tavole e materiale cartaceo – trasformando i suoi soggetti in narrazioni vivide, sempre ispirate a figure reali che riflettono la vita quotidiana, la saggezza dell'età e la poesia dell'esistenza.
Come potete vedere, una parete intera è stata dedicata dal curatore ai ritratti femminili, carichi di grazia e mistero, come la giovane donna con capelli raccolti e labbra socchiuse, o un'altra con un sorriso luminoso ed un girocollo di perle, bellezza su bellezza di gioielli delicati , dove la luce gioca un ruolo fondamentale nel rivelare emozioni sottili.
Tra le altre opere esposte, troverete volti di anziani segnati dal tempo, come quello di un uomo calvo con espressione pensierosa, o di un violinista immerso nella sua musica, realizzati con un realismo toccante che ne esalta le rughe e l'intensità dello sguardo.
Ci sono anche disegni in grafite, più intimi e minimalisti, come il profilo di un uomo anziano che guarda in basso o il volto di una bambina con sguardo innocente e curioso.
Queste opere, prevalentemente in bianco e nero, sottolineano la purezza della linea e del chiaroscuro, evocando maestri importanti come Dürer oltre a quelle pittoriche interessantissime per il loro amore per la particolare scelta di luci e ombre che ricordano molto da vicino il luminismo del Caravaggio, al quale Perocco si ispira, ma sempre con un tocco personale, rendendo ogni ritratto unico e contemporaneo.
Tuttavia, l'artista ha scelto di includere anche tre opere che deviano dal tema principale, presentandoci tre paesaggi: una foresta fitta di abeti con rocce muschiate, un pascolo autunnale con mucche al pascolo vicino a un laghetto, e un tranquillo fiume bordato da vegetazione lussureggiante con una barca ormeggiata.
Questa decisione oltre che a farci vedere la sua versatilità artistica, non è casuale: i paesaggi offrono un contrasto poetico ai ritratti, simboleggiando forse il legame tra l'uomo e la natura, o un respiro di vastità in mezzo all'intimità dei volti.
Perocco, appassionato di ambienti naturali veneti e alpini, usa questi dipinti per ampliare l'orizzonte della mostra, invitandoci a riflettere su come il "volto" della terra possa dialogare con quello umano, entrambi espressione di bellezza eterna e mutevole.
"Il Fascino del Volto" non è solo una collezione di opere, ma un viaggio emotivo attraverso l'umanità e il paesaggio, reso possibile dalla visione sensibile di Riccardo Perocco.
Vi invito a immergervi in questi quadri e disegni, a lasciarvi catturare dagli sguardi e dalle atmosfere, e a scoprire il fascino intramontabile che solo l'arte vera sa regalare.
Grazie per la vostra presenza. La mostra è aperta al pubblico fino al 24 aprile e vi auguro una visita illuminante.
(a cura di Vincenzo Rino Franzin)
* Mostre:
- Abbazia di Santa Maria in Sylvis a Sesto al Reghena (2004)
- Centro d’Arte e Cultura “Brolo” a Mogliano Veneto (2004)
- Palazzo della Loggia a Noale (2008)
- Villa Farsetti a S. Maria di Sala (2012) con oltre una cinquantina di
opere tra oli, pastelli e disegni
- Oratorio di Villa Simoni a Spinea (2014) improntata sulla tematica del
sociale dal titolo “Dedicato agli ultimi”
- Barchessa di Villa XXV Aprile a Mirano (2016)
- Teatro Accademico di Castelfranco Veneto (2019)
- Palazzo della Provvederia a Mestre (2023)
- Palazzo della Loggia a Noale (2025)
- Centro Civico di Borbiago di Mira (2025)
di seguito alcune immagini delle opere
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| Abeti in Valgradena |
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| Estate in Lessinia |
giovedì 12 febbraio 2026
PROGETTO COLLOGRAFIA - LABORATORI D'ARTE - CON L'ASSOCIAZIONE AMICI INSIEME E IL ROTARY CLUB VENEZIA CASTELLANA
PROGETTO COLLOGRAFIA E LABORATORI ARTISTICI CON L'ASSOCIAZIONE AMICI INSIEME E IL ROTARY CLUB VENEZIA CASTELLANA
l 9 febbraio 2026, presso la sede dell’associazione Amici Insieme, il Presidente del Rotary Club Venezia Castellana, Ing. Antonio Sabbadin, ha consegnato un contributo economico per il progetto COLLOGRAFIA “Laboratori d’Arte”, iniziato lunedì mattina con il primo ciclo di incontri.
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| Nella foto Il Presidente Rotary Sabbadin, con il Presidente 3C Franzin con il vice Favaro e la prof. Gomirato Elisabetta con due ospiti del Ceod Amici Insieme |
Dopo il progetto pilota (20 ottobre – 24 novembre 2025), tenuto dalla nostra prof.ssa Elisabetta Gomirato accolto con grande partecipazione dagli ospiti del CEOD, abbiamo provveduto a presentare una relazione al Direttivo del Rotary, per coinvolgere la sezione veneziana che sapevamo essere molto sensibile a molte di queste iniziative.
Il Direttivo della sezione Castella del Rotary quindi ha dimostrato di apprezzare l'iniziativa con la decisione di finanziarlo per l'anno 2026.
Questo ci aiuterà a raggiungere assieme l’obiettivo di creare una sinergia con l’Associazione mestrina “Amici Insieme”, gestrice dal 1989 del Centro Educativo Occupazionale Diurno, dove sono inseriti 17 adulti con disabilità psichiche e/o fisiche.
Il corso di collografia è risultato in linea con le finalità del Centro Educativo: favorire la crescita individuale dei suoi ospiti, il bisogno di socializzazione e integrazione, e lo sviluppo della manualità attraverso tecniche artistiche.
La vicinanza tra il laboratorio e la sede dell’associazione ha evitato qualsiasi problema logistico.
Gli elaborati realizzati hanno ricevuto grande apprezzamento per il loro valore artistico e intrinseco.
Il contributo erogato dal Rotary finanzierà tre cicli da cinque incontri ciascuno: due di collagrafia (tecnica di stampa d'arte "non incisoria" con matrici realizzate incollando vari materiali, ritagli di cartoncino, tessuto di diverso spessore e stampate con torchio calcografico) tenuto dalla Prof.ssa Elisabetta Gomirato e uno di acquerello tenuto dalla Prof.ssa Caterina Gomirato.
Al termine della cerimonia, il Presidente ing. Sabbadin, accompagnato dal consigliere del Direttivo prof. Maurizio Trentin, hanno visitato il laboratorio del centro Calcografico 3C, dove si stava svolgendo il primo incontro laboratorio di collografia.
Da parte nostra un grazie immenso al Rotary Club Venezia Castellana per la suasensibilità e generosità, oltre a sottolineare l'apprezzamento per il lavoro che svolgono i responsabili e gli operatori dell'Associazione Amici Insieme.
Vincenzo Franzin
sabato 7 febbraio 2026
Nuovo corso di acquerello
🌊 CORSO TRIMESTRALE DI ACQUERELLO a Mestre! 🌊
Inizia a fine febbraio un percorso dedicato per scoprire o approfondire l’affascinante tecnica dell’acquerello!
✨ Docente: Prof.ssa Caterina Gomirato
✨ Durata: 12 incontri (corso preparatorio completo)
📅 Date:
26 febbraio - 5/3 - 12/3 - 19/3
26/3 - 2/4 - 9/4 - 16/4
23/4 - 30/4 - 7/5 - 14/5
🕒 Orario: 15:00 – 18:00 (tutti i giovedì)
📍 Sede: Centro Calcografico 3C Mestre – Via Andrea Costa 38a (Centro Civico Altobello – 2° piano)
💰 Costo:
Iscrizione all’associazione: € 30,00
Quota mensile: € 85,00
(l'importo trimestrale va versato anticipatamente)
IBAN: IT89F0503436330000000003367
Intestato a: APS CENTRO CALCOGRAFICO 3C MESTRE
Corso aperto a tutti i livelli: principianti entusiasti e chi vuole perfezionare la tecnica. Posti limitati per garantire attenzione personalizzata!
📞 Info e iscrizioni:
Caterina → 371 3745574
Rino → 333 3397860
Non perdere l’occasione di immergerti nei colori e nelle trasparenze dell’acquerello! 💧🎨
Iscriviti ora e inizia questo bellissimo viaggio creativo con noi al Centro Calcografico 3C!
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BIOGRAFIA
Caterina Gomirato Noale (Venezia) 1977.
Si è diplomata in Scenografia presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia, dove ha integrato la sua formazione con corsi di pittura e decorazione.
Le sue opere spaziano tra diverse tecniche, con una particolare attenzione all’acquerello, ma anche all’olio, all’incisione e ad altre forme di espressione visiva. Ha partecipato a mostre personali e collettive in Italia, tra cui esposizioni legate al territorio veneto, al Piemonte (ad esempio al Festival dell’Illustrazione Di-Se a
È attiva come docente di acquerello presso il Centro Calcografico 3C di Mestre (Venezia), dove tiene corsi trimestrali rivolti a tutti i livelli, promuovendo la tecnica acquerellistica in un contesto laboratoriale dedicato alle arti grafiche e pittoriche.
La sua produzione artistica unisce sensibilità per la luce, la materia e la composizione, con un’attenzione particolare alla trasposizione poetica del paesaggio e degli elementi naturali attraverso l’acquerello.
🎨
mercoledì 7 gennaio 2026
TERRE DI PACE Mostra personale della pittrice Francesca Ronchin - inaugurazione 18/01/2026 ore 11,30 - La galleria del Barone
TERRE DI PACE Mostra personale della pittrice Francesca Ronchin -
La galleria del Barone
inaugurazione 18/01/2026 ore 11,30
La Galleria del Barone – Spinea
Domenica 18 gennaio 2026, ore 11:30
Terre di Pace è una mostra
che racconta il percorso artistico e umano di Francesca Ronchin, pittrice
autodidatta nata a Mogliano Veneto nel 1983 e oggi residente nelle colline
trevigiane di Tarzo, dove vive e lavora immersa in un paesaggio che da sempre
nutre la sua ricerca espressiva.
All’età di vent’anni Francesca Ronchin compie una
scelta di vita radicale, trasferendosi in montagna a Folgaria, in Trentino. È
in questo contesto, a stretto contatto con la natura e i suoi ritmi essenziali,
che pittura e disegno iniziano a fluire spontaneamente, diventando strumenti di
ascolto interiore, osservazione e libertà creativa. Rinunciando a percorsi di
studio e di lavoro non sentiti come coerenti con sé stessa, l’artista decide di
dedicarsi pienamente alla sua più grande passione, intraprendendo un cammino
indipendente e autentico.
Da quasi vent’anni conduce una ricerca personale
sulle tecniche della pittura e del disegno, sperimentando tempera all’uovo,
pittura a olio, acquerello, matite e carboncino. Tra tutte, predilige l’uso dei
colori naturali – terre e colori ai silicati, ma anche pigmenti tratti da fiori
e radici – una scelta che riflette la sua filosofia di vita e una profonda
attenzione alla sostenibilità e all’ecologia dei materiali. La passione per
l’autoproduzione dei colori nasce nel 2009, in seguito alla partecipazione a un
corso di estrazione dei colori naturali a Lamoli, e si consolida negli anni
successivi.
Nel 2011 l’artista si trasferisce in Val Belluna,
dove amplia le proprie competenze anche in ambito artigianale e pedagogico
attraverso gli studi presso l’Accademia di Arti Figurative a Orientamento
Antroposofico Aldo Bargero. Dal 2018 vive a Tarzo, dedicandosi alla
realizzazione di quadri, murales, ritratti e laboratori artistici rivolti a
bambini e adulti.
La libertà che Francesca Ronchin si è concessa
nella sua ricerca espressiva ha fatto emergere nelle sue opere immagini
dell’inconscio, emozioni profonde e riflessioni sociali. La sua pittura si
muove tra figurativo e astratto, tra impegno sociale e spiritualità, dando
forma a un linguaggio essenziale fatto di volti, linea, gesto e materia. Come
afferma l’artista, l’arte è per lei un fluire continuo tra ispirazione, forma e
colore, dove talvolta l’istinto del segno genera forme inattese e rivelatrici,
altre volte l’immagine diventa racconto.
In Terre di Pace la terra, trasformata in
colore, diventa simbolo e veicolo di armonia. Le opere esposte invitano a
rallentare, ad ascoltare il silenzio della natura e a ritrovare, attraverso il
gesto pittorico, un senso di pace che attraversa l’individuo e si apre alla
dimensione collettiva.
L’inaugurazione si terrà domenica 18 gennaio 2026
alle ore 11:30 presso La Galleria del Barone, spazio espositivo
all’interno del Barone Rosso Pizzeria Jazz Club di Spinea. La mostra sarà
visitabile negli orari di apertura del locale.
Un invito a condividere un percorso artistico
fatto di materia, ascolto e pace.
Inizio modulo
TERRE DI PACE
Desidero ringraziare mio papà per l'ispirazione di questo
titolo. Certo la parola Pace non è facile in un mondo così tormentato. Ma ho
pensato fosse proprio il nome giusto per questa mostra: da anni appassionata di
estrazione di pigmenti dalle terre, autoproduzione di colori naturali e alla
ricerca di immagini di pace interiore. Quando ascolto le notizie dal mondo
rimango senza respiro e sempre incredula... È così folle pensare che se ognuno
si guardasse veramente dentro, veramente in fondo, non potrebbe commettere atti
malvagi o perpetrare guerre? Mi sembra tutto così assurdo... Il senso di
impotenza è ingombrante così nei miei quadri cerco almeno di fissare ciò che
può portarci sollievo o guarigione: il positivo. Il mio intento in questa
mostra è stimolare ogni semplice gesto di connessione, ascolto, ricerca di se
stessi a fianco della natura. Fuori dal vortice sociale che annulla il tempo,
ritrovarsi, ascoltarsi e radicarsi nella pace. Ognuno di noi ha ombre o sfide
personali. Non stanchiamoci di addentrarci in esse e in questo ogni respiro
all'interno della natura, ogni forma di meditazione, ogni espressione d'arte
sono alleati preziosi da tener vivi. I quadri esposti sono realizzati con
diverse tecniche e supporti. Ne elenco alcune: • tempera all'uovo • carboncino
• inchiostro mallo di noce • pigmenti estratti da terre con silicati • stampa
al cianotipo. Le stampe numerate di alcuni miei quadri sono realizzate con
stampa Fineart. Mi piace che ognuno interpreti liberamente le mie immagini, se
volete lasciare un commento su ciò che vi hanno trasmesso ve ne sarò grata!
Nella sua pagina facebook:
Francesca Ronchin Artrabajart (@francescaronchinartrabajart)
https://www.facebook.com/francescaronchinartrabajart
o nella sua pagina Istagram
ARTRABAJART (francesca_ronchin)
https://www.istagram.com/francesca_ronchin/
domenica 23 novembre 2025
INTIME ATTESE - La Galleria del Barone - mostra dell'artista mestrino LUCIO GROJA
INTIME ATTESE - La Galleria del Barone -
mostra dell'artista mestrino LUCIO GROJA
Abbiamo il piacere di annunciare la prossima mostra in programma a LA GALLERIA DEL BARONE presso il BARONE ROSSO Pizzeria Jazz Club a Spinea Ve, in via Martiri 15/17.
La mostra sarà visitabile da sabato 29 novembre 2025 a venerdì 9 gennaio 2026, con orario 19.00 -23,00 . (chiuso il lunedì).
Continua il calendario delle esposizioni curate dal CENTRO CALCOGRAFICO 3C Ets Mestre nel locale di Spinea. Questa volta ospitiamo un artista mestrino che da anni risiede a Falcade.
INTIME ATTESE
Luciano Groja, in arte
Lucio, nato a Venezia classe 1946.
La mostra di pittura dell'artista
mestrino Luciano Groja rappresenta un viaggio introspettivo attraverso momenti
di sospensione e riflessione personale, che lui cattura con pennellate delicate e
colori evocativi.
Nato a Mestre e vissuto alla Gazzera, Groja attinge alle tradizioni pittoriche
venete per esplorare alcuni temi, quali l’attesa, la solitudine e la
connessione con la natura, in un dialogo tra figure umane e paesaggi
suggestivi.
Lucio Groja ha iniziato il suo percorso artistico negli anni
'60, in un periodo di fermento culturale e sociale in Italia. Ha frequentato
ambienti artistici veneziani e mestrini, respirando l'aria innovativa di
maestri come Alberto di Marco Mucchi, Emilio Vedova, Licata, Pizzinato, Trecani
e Santomaso. Questi incontri hanno segnato i suoi primi lavori, caratterizzati
da un approccio iniziale timido ma appassionato, con abbozzi influenzati dalle
tendenze avanguardiste dell'epoca. La sua formazione è stata prevalentemente
autodidatta e pratica, forgiata dall'osservazione diretta della realtà veneta e
dal dialogo con il mondo operaio e studentesco.
Artista poliedrico e fuori dagli schemi, si ama definire
“ribelle” e tutta la sua pittura lo dimostra ampliamente.
Negli anni '60 e '70, Groja si è distinto per il suo impegno civile e artistico.
Nel 1968 ha partecipato attivamente alle
manifestazioni studentesche e operaie, un momento che ha influenzato
profondamente la sua produzione. Nello stesso anno, ha co-organizzato la prima
biennale "Arte-Lavoro in Fabbrica" al Padiglione Sindacale del
Petrolchimico di Porto Marghera, insieme al poeta Milo Poles e a Gianni
Trevisan. Questo evento ha segnato il suo debutto nella scena nazionale,
collocandolo tra le correnti artistiche emergenti che intrecciavano arte e
impegno sociale.
Abbiamo chiesto a Lucio di portare qui a Spinea, a La
galleria del Barone, un tratto del suo lungo cammino artistico che potesse rappresentare,
in poco più di una dozzina di quadri, l’essenza della sua arte atipica
e poco incline alle convenzioni.
Le opere esposte, realizzate principalmente a olio su tela, sono
state scelte accuratamente per essere esemplificative di queste sue
caratteristiche, di questa sua pittura intensa, emozionante e innovativa.
Spesso i suoi quadri ritraggono corpi in pose contemplative:
simbolo di vulnerabilità e armonia con l'ambiente, come quello di Diana,
una donna nuda che si volta nel bosco di betulle, il corpo in ascolto della
luce.
La volontà di evocare ricordi e orizzonti lontani,
Caruso, ritratto in cui si riconosce, nell’uomo elegante con il suo cane
affacciato sul mare, il cantante Lucio Dalla, e nel quale si percepiscono
queste malinconie esistenziali.
Poi ancora figure distese o dormienti, su lenzuola
azzurre, su letti scomodi o semplicemente sedute in poltrona con lo sguardo
perso, quasi sempre avvolte in un silenzio carico di intime emozioni.
Elementi ricorrenti come l'acqua, figure ninfee che
galleggiano su acque di stagni riflessi, primi piani di donna senza velo con
veduta lagunare. Quadri intrisi di tenue luce autunnale o di quella fredda invernale,
negli scorci notturni del bosco di faggi che sottolineano ancor di più un senso
di transizione intima e di poetica attesa.
Da uomo di terraferma e quindi di pianura, nato e vissuto a
Mestre, propriamente alla Gazzera, a convinto uomo delle montagne della Valle
del Biois, ovvero di Somor sopra Falcade, il passo è stato breve.
Lucio ha fatto del suo esistenzialismo umano un fatto artistico,
un atto di fede rispetto alla sua capacità di adattarsi all’ambiente e
diventarne parte integrante e attiva.
Con questa mostra il visitatore può cogliere di sicuro l'opportunità
di scoprire alcuni aspetti dell’essenza umana e attraverso l’arte di Groja, di immergersi, attraverso la contemplazione delle sue opere,
in quelle sue atmosfere.
Ogni tela è una sosta: non azione, ma bensì un’attesa, che
diventa rappresentazione di un tempo dilatato e dilatante, dove possiamo, anche
con un respiro trattenuto, riuscire ad immaginarlo fermo, immobile e quindi
irreale.
Un silenzio pittorico che invita a entrare, a sostare, a
riconoscere nei suoi quadri la propria malinconia.
Vernissage: domenica 7 dicembre, ore 11:30
L'allestimento della mostra è stato curato da Gianni Favaro, mentre la presentazione dell'artista sarà a cura di Rino Vincenzo Franzin.
Dopo la presentazione il locale vi aspetta per un brindisi con l'assaggio delle loro pizze.


















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