presenta: la mostra dal titolo MUSI-CI
esposizione delle opere dell'artista di Spinea
LORENZO TREVISAN
La Galleria del Barone, continua con la sua rassegna "L'arte incontra la gente" con le fantastiche opere di disegno dell'artista di Spinea Lorenzo Trevisan con la mostra dal titolo: MUSI-CI:
- Presentazione a cura di Vincenzo Rino Franzin
LORENZO TREVISAN
Nato nel 1966 in provincia di Venezia, Lorenzo Trevisan è
una delle figure più originali e irriverenti del panorama artistico del
territorio veneziano contemporaneo, ma direi anche del panorama Veneto e
nazionale. Maestro d’arte in architettura e arredamento all’Istituto d’Arte di
Venezia e Dottore in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Venezia (allievo
del prof. Glauco Tiozzo), Trevisan ha da sempre coniugato una solida formazione
accademica con una vocazione istintiva
verso il disegno umoristico e la caricatura.
Ha partecipato e vinto numerosi concorsi nazionali di
Grafica Umoristica (Dolo, Marostica, Forte dei Marmi, Frosinone e altri) e ha
collaborato con importanti testate quali Cuore, Il Vernacoliere, Verona
Infedele, Il Gazzettino, l’Unità, lavorando a fianco di grandi nomi come Milo
Manara e Gianni Burato. Caricaturista, papirista, artista a tempo pieno e
autista part-time, Trevisan porta nei suoi lavori un personalissimo filtro
grottesco e surreale, nutrito dalle influenze di Andrea Pazienza, Pablo Picasso,
Fortunato Depero, Salvador Dalí e Moebius.
MUSI-CI
La mostra MUSI-CI raccoglie una serie di ritratti e
caricature dedicati a musicisti che hanno profondamente influenzato il percorso
artistico di Lorenzo Trevisan. Il titolo gioca sul termine dialettale veneziano
“musi” (facce, musi), sottolineando il legame viscerale tra l’aspetto fisico,
la personalità e la musica prodotta.
Attraverso queste opere, Trevisan non intende semplicemente
ritrarre dei volti famosi, ma raccontare degli esseri umani che, assemblando
suoni, hanno saputo toccare corde emotive, energetiche e spirituali potenti. Lo
studio della fisiognomica diventa qui strumento per esplorare le connessioni
tra psicologia, somatica del volto, vibrazioni musicali, armonie e disarmonie.
I volti sono deliberatamente deformati, i corpi goffi, gli
strumenti musicali stessi diventano elementi surreali e stranianti. Il
risultato è un universo bizzarro, ironico e poetico insieme, capace di generare
curiosità e spaesamento nello spettatore.
Come sottolinea l’artista stesso :
«A differenza della politica, dove la bellezza proprio
non si trova neanche cercandola con la lente, nella musica i “musi”
(come diciamo noi in dialetto) hanno spesso una bellezza altra, profondamente
legata alla musica che producono.»
Emblematici in questo senso sono proprio i ritratti di Frank Zappa, Demetrio Stratos, Fabrizio De André e, unico non musicista della mostra, Andrea Pazienza - artista scomparso il 16 giugno del 1988, un genio fuori dal tempo e dalle mode –che si auto definì «vera rockstar del fumetto italiano» .
Il lavoro di Trevisan è il frutto di un’ibridazione unica e
dichiaratamente soggettiva. Come ama sintetizzare lui stesso, il suo
immaginario è composto approssimativamente dalle influenze di: un 30% di Andrea
Pazienza; un 20% di Lorenzo Mattotti; un
10% di Wolfgang Mozart; un10% di Led
Zeppelin; e il restante 30% da una folta schiera di fumettisti, pittori e
rockettari vari.
Insomma: un personalissimo “melting pot” per straordinaria
varietà, un miscuglio eterogeneo di personaggi emblematici analizzati con la lente
della fisiognomica artistica.
Attraverso gli strumenti più congeniali all’artista di
Spinea che sono Acquerello, pastello e penna biro attraverso cui Trevisan dà
vita a questa visione stralunata della realtà, sempre in bilico tra omaggio e
dissacrazione, tra affetto e ironia.
MUSI-CI non è solo una mostra di caricature: è un atto
d’amore verso la musica, verso i volti che l’hanno incarnata e verso quella
misteriosa alchimia che lega suono, immagine ed emozione.
CURIOSITA' - approfondimenti:
La
Fisiognomica Artistica -
La fisiognomica (dal greco physis = natura e gnomon = segno,
interprete) è la disciplina che studia la relazione tra l’aspetto esteriore di
una persona — soprattutto del volto — e il suo carattere, la personalità, le
inclinazioni psicologiche o morali. Quando applicata all’arte diventa
fisiognomica artistica: non più solo una pseudo-scienza, ma uno strumento
espressivo potentissimo utilizzato dagli artisti per rendere visibile
l’invisibile.
Gia nell'antichità Aristotele nel trattato Physiognomonica collegava i tratti somatici a temperamenti (es. fronte alta = intelligenza, naso aquilino = nobiltà d’animo). Nel Rinascimento poi Leonardo da Vinci e Giovan Battista della Porta approfondirono il tema. Leonardo studiava ossessivamente volti “deformi” per capire come le emozioni modifichino i lineamenti. Nel XVIII secolo ancora Johann Kaspar Lavater nella sua pubblicazione "L’arte di conoscere gli uomini attraverso la fisionomia" (1775-1778), tra le altre cose ritiene che il volto sia lo specchio dell’anima. Nel XIX-XX secolo infine la Fisiognomica viene contaminata da teorie razziali e degenera in pseudoscienza, mentre contemporaneamente, viene assunta e praticata nell’arte moderna come potente mezzo espressivo.
La fisiognomica nell’arte contemporanea e nella caricatura
Nell’arte del Novecento e contemporanea la fisiognomica non viene più usata per “classificare” scientificamente le persone, ma come strumento poetico, ironico e deformante. Artisti come:
Honoré Daumier (maestro della caricatura ottocentesca); Otto Dix e gli espressionisti tedeschi; George Grosz; Pablo Picasso (soprattutto nel periodo cubista e nelle deformazioni); Andrea Pazienza (che ha avuto una fortissima influenza sul nostro artista Lorenzo Trevisan); usano la deformazione fisiognomica non per giudicare moralmente, ma per rivelare aspetti nascosti della personalità.
Nella caricatura la regola base è: esagerare le
caratteristiche dominanti del volto per rendere immediatamente riconoscibile e
“parlante” il soggetto. Il naso di Pinocchio diventa metafora della bugia; la
mascella di Mussolini diventa simbolo di autoritarismo; gli occhi spiritati di
Frank Zappa diventano espressione di genio caotico.
Fisiognomica,
musica e “MUSI-Ci” di Lorenzo Trevisan
Nel progetto di Trevisan la fisiognomica assume un valore ancora più complesso e contemporaneo. Non si limita a “caricaturare” un volto famoso, ma cerca una corrispondenza sinestetica tra: Somatica del volto (lineamenti, proporzioni, asimmetrie); Psicologia e spiritualità del musicista; Carattere della musica prodotta (armonia / disarmonia, energia, caos, lirismo);
Esempi rintracciabili nella mostra:
Il volto intenso di Demetrio Stratos potrebbe rappresentare la ricerca vocale estrema e la scomposizione del linguaggio, mentre le linee caotiche e organiche del volto di Frank Zappa potrebbero tradurre la complessità, l’ironia e la libertà compositiva della sua musica; così come i numerosi volti scavati e poetici di Fabrizio De André potrebbero rimandare alla profondità umana e alla malinconia delle sue canzoni.
Trevisan usa quindi la deformazione caricaturale non come
semplice umorismo, ma come strumento di traduzione: trasforma il suono in
immagine, la vibrazione in forma, l’anima musicale in “muso”.
Tecniche utilizzate da Trevisan
L’artista impiega acquerello, pastello e penna biro proprio perché queste tecniche permettono un controllo imperfetto e organico della linea: La penna biro crea segni nervosi, irregolari, quasi automatici; L’acquerello permette colature e trasparenze che rendono il volto “vivo” e mutevole; Il pastello aggiunge una qualità tattile e polverosa, quasi carnale. Tutto concorre a creare quell’effetto surreal-grottesco tipico del suo linguaggio.
In sintesi, nella mostra MUSI-Ci la fisiognomica artistica
non è solo un metodo per ritrarre, ma diventa un vero e proprio ponte tra arti:
un modo per rendere visibile la musica attraverso il volto umano, esplorando
quella misteriosa zona dove corpo, anima e creazione artistica si incontrano e
si deformano a vicenda.
a cura di Vincenzo - Rino- Franzin
alcune immagini:



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