lunedì 1 giugno 2026

LA GALLERIA DEL BARONE - MUSI-CI esposizione delle opere dell'artista spinetense LORENZO TREVISAN




 LA GALLERIA DEL BARONE -

presenta: la mostra dal titolo MUSI-CI 

esposizione delle opere dell'artista di Spinea

LORENZO TREVISAN 


La Galleria del Barone, continua con la sua rassegna "L'arte incontra la gente" con le fantastiche opere di disegno dell'artista di Spinea Lorenzo Trevisan con la mostra dal titolo:  MUSI-CI: 

- Presentazione  a cura di Vincenzo Rino Franzin

LORENZO TREVISAN

Nato nel 1966 in provincia di Venezia, Lorenzo Trevisan è una delle figure più originali e irriverenti del panorama artistico del territorio veneziano contemporaneo, ma direi anche del panorama Veneto e nazionale. Maestro d’arte in architettura e arredamento all’Istituto d’Arte di Venezia e Dottore in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Venezia (allievo del prof. Glauco Tiozzo), Trevisan ha da sempre coniugato una solida formazione accademica con una vocazione istintiva  verso il disegno umoristico e la caricatura.

Ha partecipato e vinto numerosi concorsi nazionali di Grafica Umoristica (Dolo, Marostica, Forte dei Marmi, Frosinone e altri) e ha collaborato con importanti testate quali Cuore, Il Vernacoliere, Verona Infedele, Il Gazzettino, l’Unità, lavorando a fianco di grandi nomi come Milo Manara e Gianni Burato. Caricaturista, papirista, artista a tempo pieno e autista part-time, Trevisan porta nei suoi lavori un personalissimo filtro grottesco e surreale, nutrito dalle influenze di Andrea Pazienza, Pablo Picasso, Fortunato Depero, Salvador Dalí e Moebius.

MUSI-CI

La mostra MUSI-CI raccoglie una serie di ritratti e caricature dedicati a musicisti che hanno profondamente influenzato il percorso artistico di Lorenzo Trevisan. Il titolo gioca sul termine dialettale veneziano “musi” (facce, musi), sottolineando il legame viscerale tra l’aspetto fisico, la personalità e la musica prodotta.

Attraverso queste opere, Trevisan non intende semplicemente ritrarre dei volti famosi, ma raccontare degli esseri umani che, assemblando suoni, hanno saputo toccare corde emotive, energetiche e spirituali potenti. Lo studio della fisiognomica diventa qui strumento per esplorare le connessioni tra psicologia, somatica del volto, vibrazioni musicali, armonie e disarmonie.

I volti sono deliberatamente deformati, i corpi goffi, gli strumenti musicali stessi diventano elementi surreali e stranianti. Il risultato è un universo bizzarro, ironico e poetico insieme, capace di generare curiosità e spaesamento nello spettatore.

Come sottolinea l’artista stesso :

«A differenza della politica, dove la bellezza proprio non si trova neanche cercandola con la lente, nella musica i “musi” (come diciamo noi in dialetto) hanno spesso una bellezza altra, profondamente legata alla musica che producono.»

Emblematici in questo senso sono proprio i ritratti di Frank Zappa, Demetrio Stratos, Fabrizio De André e, unico non musicista della mostra, Andrea Pazienza - artista scomparso il 16 giugno del 1988, un genio fuori dal tempo e dalle mode –che si auto definì «vera rockstar del fumetto italiano» .

Il lavoro di Trevisan è il frutto di un’ibridazione unica e dichiaratamente soggettiva. Come ama sintetizzare lui stesso, il suo immaginario è composto approssimativamente dalle influenze di: un 30% di Andrea Pazienza; un  20% di Lorenzo Mattotti; un 10% di Wolfgang Mozart;  un10% di Led Zeppelin; e il restante 30% da una folta schiera di fumettisti, pittori e rockettari vari.

Insomma: un personalissimo “melting pot” per straordinaria varietà, un miscuglio eterogeneo di personaggi emblematici analizzati con la lente della fisiognomica artistica.

Attraverso gli strumenti più congeniali all’artista di Spinea che sono Acquerello, pastello e penna biro attraverso cui Trevisan dà vita a questa visione stralunata della realtà, sempre in bilico tra omaggio e dissacrazione, tra affetto e ironia.

MUSI-CI non è solo una mostra di caricature: è un atto d’amore verso la musica, verso i volti che l’hanno incarnata e verso quella misteriosa alchimia che lega suono, immagine ed emozione.

CURIOSITA' - approfondimenti:

La Fisiognomica Artistica -

La fisiognomica (dal greco physis = natura e gnomon = segno, interprete) è la disciplina che studia la relazione tra l’aspetto esteriore di una persona — soprattutto del volto — e il suo carattere, la personalità, le inclinazioni psicologiche o morali. Quando applicata all’arte diventa fisiognomica artistica: non più solo una pseudo-scienza, ma uno strumento espressivo potentissimo utilizzato dagli artisti per rendere visibile l’invisibile.

Gia nell'antichità Aristotele nel trattato Physiognomonica collegava i tratti somatici a temperamenti (es. fronte alta = intelligenza, naso aquilino = nobiltà d’animo). Nel Rinascimento poi Leonardo da Vinci e Giovan Battista della Porta approfondirono il tema. Leonardo studiava ossessivamente volti “deformi” per capire come le emozioni modifichino i lineamenti. Nel XVIII secolo ancora Johann Kaspar Lavater nella sua pubblicazione "L’arte di conoscere gli uomini attraverso la fisionomia" (1775-1778), tra le altre cose ritiene che il volto sia lo specchio dell’anima. Nel XIX-XX secolo infine la Fisiognomica viene contaminata da teorie razziali e degenera in pseudoscienza, mentre contemporaneamente, viene assunta e praticata nell’arte moderna come potente mezzo espressivo.

La fisiognomica nell’arte contemporanea e nella caricatura

Nell’arte del Novecento e contemporanea la fisiognomica non viene più usata per “classificare” scientificamente le persone, ma come strumento poetico, ironico e deformante. Artisti come:

Honoré Daumier (maestro della caricatura ottocentesca); Otto Dix e gli espressionisti tedeschi; George Grosz; Pablo Picasso (soprattutto nel periodo cubista e nelle deformazioni); Andrea Pazienza (che ha avuto una fortissima influenza sul nostro artista Lorenzo Trevisan); usano la deformazione fisiognomica non per giudicare moralmente, ma per rivelare aspetti nascosti della personalità.

Nella caricatura la regola base è: esagerare le caratteristiche dominanti del volto per rendere immediatamente riconoscibile e “parlante” il soggetto. Il naso di Pinocchio diventa metafora della bugia; la mascella di Mussolini diventa simbolo di autoritarismo; gli occhi spiritati di Frank Zappa diventano espressione di genio caotico.

Fisiognomica, musica e “MUSI-Ci” di Lorenzo Trevisan

Nel progetto di Trevisan la fisiognomica assume un valore ancora più complesso e contemporaneo. Non si limita a “caricaturare” un volto famoso, ma cerca una corrispondenza sinestetica tra: Somatica del volto (lineamenti, proporzioni, asimmetrie); Psicologia e spiritualità del musicista; Carattere della musica prodotta (armonia / disarmonia, energia, caos, lirismo);

Esempi rintracciabili nella mostra:

Il volto intenso di Demetrio Stratos potrebbe rappresentare la ricerca vocale estrema e la scomposizione del linguaggio, mentre le linee caotiche e organiche del volto di Frank Zappa potrebbero tradurre la complessità, l’ironia e la libertà compositiva della sua musica; così come i  numerosi volti scavati e poetici di Fabrizio De André potrebbero rimandare alla profondità umana e alla malinconia delle sue canzoni.

Trevisan usa quindi la deformazione caricaturale non come semplice umorismo, ma come strumento di traduzione: trasforma il suono in immagine, la vibrazione in forma, l’anima musicale in “muso”.

Tecniche utilizzate da Trevisan 

L’artista impiega acquerello, pastello e penna biro proprio perché queste tecniche permettono un controllo imperfetto e organico della linea: La penna biro crea segni nervosi, irregolari, quasi automatici; L’acquerello permette colature e trasparenze che rendono il volto “vivo” e mutevole; Il pastello aggiunge una qualità tattile e polverosa, quasi carnale. Tutto concorre a creare quell’effetto surreal-grottesco tipico del suo linguaggio.

In sintesi, nella mostra MUSI-Ci la fisiognomica artistica non è solo un metodo per ritrarre, ma diventa un vero e proprio ponte tra arti: un modo per rendere visibile la musica attraverso il volto umano, esplorando quella misteriosa zona dove corpo, anima e creazione artistica si incontrano e si deformano a vicenda.

a cura di Vincenzo - Rino- Franzin

alcune immagini:




















































lunedì 27 aprile 2026

ROTTE INVISIBILI - esposizione dell'artista LORENZA AGOSTO - La Galleria del Barone

 


Il Centro Calcografico 3C di Mestre, in collaborazione con la Pizzeria Jazz Club Il barone Rosso, ha il piacere di presentare la mostra ROTTE INVISIBILI - esposizione dell'artista LORENZA AGOSTO.

La mostra è visitabile dal 24/04/2026 al 5/06/2026 e sarà inaugurata domenica 10/05/2026 ore 11,30

Curatore allestimento Gianni Favaro, presentazione di Vincenzo - Rino - Franzin



INAUGURAZIONE 10 MAGGIO 2026 ORE 11,30

ROTTE INVISIBILI – PRESENTAZIONE

Lorenza Agosto è una pittrice e incisora che, sin dal 1976, ha legato gran parte della sua attività al Centro Piranesi di Mogliano Veneto, istituzione storica dedicata alla promozione delle arti visive e della grafica d’arte, fondata dal Prof. G.C. Zaramella a Mogliano Veneto.

Socia attiva del Centro Artistico G.B. Piranesi, partecipa regolarmente ai laboratori e alle iniziative collettive promosse dall'associazione, formandosi sotto la guida del Prof. G.C. Zaramella e, tra gli altri, dell’attuale presidente Angelo Zennaro. Ha approfondito lo studio della pittura presso l’Accademia "Artis Domus" (interna al Centro), frequentando corsi di disegno, nudo e acquerello.

Dal 2005 e fino alla sua chiusura nel 2016, ha frequentato la sezione di grafica del laboratorio "Il Torchio Piranesi", fondato e diretto dal Maestro Gianni Favaro. Qui ha affinato l'uso dell'acquaforte e dell'acquatinta, prediligendo in particolare il piccolo formato e l'arte degli Ex Libris. Nel tempo, la sua ricerca stilistica si è evoluta dalla pittura a olio degli esordi verso l’acquerello e l’acrilico, procedendo parallelamente all'attività incisoria.

L’approdo al Collage

Da qualche anno, Lorenza Agosto si dedica con particolare interesse alla tecnica del collage, frequentando corsi specialistici per approfondirne le potenzialità espressive. Il collage non è un semplice "ritaglio e incollo", ma una vera filosofia della scomposizione e ricomposizione di questo linguaggio d'avanguardia nato nel primo Novecento.

La tecnica del collage consiste nell’ incollare su di una superficie generalmente rigida frammenti di carta, ritagli di giornali e immagini fotografiche secondo una disposizione casuale e/o mirata in funzione della composizione a cui si sta lavorando.

La definizione della tecnica si precisa nel 1900 attraverso l’uso che ne fanno Braque e Picasso, tanto che nel 1912 il collage diventa a tutti gli effetti una tecnica artistica.

Braque e Picasso hanno di fatto utilizzato il collage come un intervento a completamento delle loro opere incollando ritagli di giornale o altro materiale direttamente sulla tela in modo armonioso e poi completando con tecniche tradizionali ma mantenendo evidente l’estraneità del materiale incollato.                                    

 La carta tagliata e incollata è metafora di oggetti sezionati e ricomposti. Sintetizza il mutamento della realtà che stava avvenendo in quei primi anni del Novecento. Rappresentava simbolicamente uno strappo con la pittura tradizionale. Una de- costruzione per giungere ad una ricostruzione.

Ai futuristi il collage consente di essere provocatori attraverso accostamenti inconsueti ciò avviene in Boccioni e Carrà

Con l’espressionismo nascono i primi fotomontaggi per deridere Hitler, mentre in Francia Matisse utilizza le forbici al posto del pennello.

Il dadaismo utilizzò molto il collage per fare accostamenti assurdi e unire ritagli a figure umane, animali, scene di guerra e oggetti di uso quotidiano.

Tutte queste correnti hanno posto le basi sul modo in cui viene utilizzata oggi questa tecnica.

 

Tornando a Lorenza Agosto lei  predilige in particolare:

  • Il Fotomontaggio: sottocategoria composta da ritagli di riviste e fotografie per creare immagini realistiche ma paradossali.
  • L’Assemblage: variante tridimensionale che integra materiali di recupero.

Questa tecnica, basata sul riciclo e sul riutilizzo di materiali di scarto, diventa per lei un metodo di pensiero e uno strumento di critica sociale, permettendole di riappropriarsi dei messaggi dei mass media per stravolgerne il significato originale.

La mostra "ROTTE INVISIBILI"

Se in passato i temi prediletti erano i fiori, attraverso il collage l’artista ha iniziato a esplorare il mondo animale e i paesaggi. In questa mostra, dal titolo "ROTTE INVISIBILI", protagonista è l’immagine simbolica del pesce, inteso come emblema universale di sopravvivenza, legato al tema del viaggio e della memoria collettiva. Il pesce diventa una figura archetipica del destino umano che attraversa la storia.

La stratificazione del collage si fa traccia dei drammi del nostro secolo, in particolare di quello ambientale che provoca esodi di massa. Le popolazioni migranti percorrono senza esserne consapevoli, le medesime "rotte della disperazione", che sono spesso invisibili ai nostri occhi finché i loro corpi non vengono restituiti dal mare. Le opere di Lorenza Agosto danno voce a quel grido silenzioso di dolore che richiama ognuno alle proprie responsabilità.

Se alcune opere sono eseguite per mero divertimento e senso dell’ironia altre sono costruite in modo irriverente, dissacrante per mettere  in dubbio le certezze su cui si fonda la società attuale.

Ad esempio, la lisca di pesce dorata su fondo blu ha come titolo ”GAME OVER. TRY AGAIN “  I giochi son fatti, il mare ha risucchiato i migranti, la plastica è stesa ovunque  sul fondo oceanico, ossa scheletriche compongono un THE END, è la fine! Ma la speranza ci è data dall’oro, da quella lisca dorata, da quella ricchezza infinita che ci giunge dal mare e ci darà la forza  nel futuro in cui ci riproveremo ancora.

Il pesce su fondo azzurro declina: IL FUTURO E’MICROPLASTICA così come nella RETE  è dichiarata la GUERRA ALLA PLASTICA del mare.

In L’AMO l’osservatore è chiamato a risolvere un rebus ,con il doppio senso della pinna dorsale, l’uncino stesso e l’ingaggio amoroso…

Il Polittico

In esposizione è presente anche un significativo polittico composto da quattro opere:

  1. Primo quadro: Due figure — una donna a torso nudo (l’effimero) e il pesce archetipo (la caducità delle cose) — sostano in equilibrio tra realtà e inconscio.
  2. Secondo quadro: Rappresenta la consapevolezza dell'ignoto (il cilindro), mentre il pesce-archetipo simboleggia i sogni sorvolati da un aliante.
  3. Terzo quadro: Dal cilindro emerge la mano gentile di un arto meccanico (la tecnologia), sotto lo sguardo di un "pesce guardiano" rivolto alla luna.
  4. Quarto quadro: Una figura femminile sorregge la luna e, sostenuta da un fiore, rappresenta la speranza, la pace e la fratellanza. In un angolo, un uomo a testa in giù suggerisce l'assenza di coordinate fisse: non c’è destra né sinistra, alto né basso, né sogno né realtà.

Mostre di rilievo (2018-2026)

  • "Abitare lo Spazio Condiviso" (2026):4ª edizione della collettiva organizzata dal Centro Piranesi a San Vendemiano.
  • "Rotte e Destini – La Seduzione dell'Acqua" (2025-2026): Esposizione presso il Museo Casa Gaia da Camino a Portobuffolè. L'artista è stata selezionata tra i 26 rappresentanti del Centro Piranesi.
  • "Punti di Vista – Paesaggio" (2024): Mostra celebrativa per il 62° anno di fondazione del Centro Piranesi.
  • "Malinconie e Speranze" (2021): Esposizione presso il Brolo Spazio Arte Urbano  di Mogliano Veneto.
  • “Tempo Passato Presente” (2018): Esposizione presso Museo Toni Benetton  Mogliano Veneto
  • “On the Road”(2018): Acquerelli e grafica.  Casa dei Carraresi, Treviso

 


lunedì 30 marzo 2026

TESTIMONIANZE INCISE - Mostra di Incisioni e Libri d'artista


 “Testimonianze Incise”: l’arte della calcografia in mostra a Mestre

Dal 2 al 9 aprile 2026, la Sala Provvederia ospita le opere e i libri d’artista del Centro Calcografico 3C.

L’Associazione Culturale Centro Calcografico 3C di Mestre è lieta di presentare “Testimonianze Incise”, una mostra collettiva dedicata all’incisione calcografica e ai libri d’artista. L'esposizione, patrocinata da Città in Festa, si terrà presso la prestigiosa Sala Provvederia di via Torre Belfredo dal 2 al 9 aprile 2026.

Il percorso espositivo

La mostra offre un viaggio che parte dalla nobile e antica tradizione dell’incisione per approdare alle forme contemporanee e ricercate del Libro d’Artista. Le opere esposte interpretano la natura, la fantasia, la classicità e molto altro attraverso i colori e le molteplici tecniche calcografiche sia tradizionali che sperimentali. Tutto a sottolineare l’eterogenea mescolanza di personalità del Centro Calcografico 3C che condivide la stessa passione per l’Arte ma soprattutto per l’affascinante Arte dell’Incision che vanta oltre 600 anni di storia.

                      Oltre vent’anni di cultura e formazione

Fondato nel 2003 dalla visione dei maestri incisori Alberto Benvenuti (1937-2016) e Gianni Favaro, il Laboratorio 3C è diventato negli anni un punto di riferimento per il territorio veneziano. In 23 anni di attività nella sede del Centro Civico Altobello, l'associazione ha formato centinaia di allievi e promosso iniziative di rilievo nazionale, come il Premio Mestre "PF – Biglietti d’autore".

Oggi, con oltre 40 soci attivi, il Centro ha ampliato i propri orizzonti: dal 2025 l'offerta formativa include non solo la calcografia, ma anche corsi di disegno, acquerello, calligrafia, scrittura creativa e legatoria. L’impegno dell’associazione si estende inoltre alla cura di rassegne come "L'arte incontra la gente" presso La Galleria del Barone a Spinea e le storiche mostre per la Sagra del Graspo de Ua.

GLI ARTISTI IN MOSTRA -      SALVATORE AFFINITO - CRISTINA BERGAMASCO - DANIELA BETTELLA - SANDRA CAMANI – GIORGIO CAPRITTA - VALENTINA DAL FABBRO - GIANNI FAVARO - MARIA CONCETTA FORNARI - VINCENZO RINO FRANZIN - GIANNA GIACOMIN – ELISABETTA GOMIRATO - MARIA PIA MONTAGNA - LUISA NOVELLETTO – MARLENE SAIPA - LORENA SEMENZATO


  • Sede della mostra : Sala Provvederia, Via Torre Belfredo 1, Mestre (VE)
  • Date: Dal 2 al 9 aprile 2026
  • Inaugurazione: Giovedì 2 aprile, ore 18:00
  • Orari di apertura: Tutti i giorni, dalle 16:00 alle 19:00
  • Ingresso: Libero

Contatti e Web

 


martedì 24 marzo 2026

Il Laboratorio del 3C è.......

OFFERTA FORMATIVA DEL CENTRO CALCOGRAFICO 3C MESTRE

     Di seguito potrete trovare tutte le informazioni sui nostri corsi che vengono                     svolti presso il laboratorio del CENTRO CALCOGRAFICO  al secondo                         piano del Centro Civico Altobello - Via Andrea Costa 38a Mestre.
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INCISIONE  docente Elisabetta Gomirato


DISEGNO docente Elisabetta Gomirato



ACQUERELLO docente Caterina Gomirato



SCRITTURA CREATIVA docente Giovanna Larizza




CALLIGRAFIA docente Maria Pia Montagna



LEGATORIA docente Elisabetta Gomirato


OFFERTA FORMATIVA DEL CENTRO CALCOGRAFICO 3C MESTRE

Di seguito potrete trovare tutte le informazioni sui nostri corsi.  
Presso il laboratorio del CENTRO CALCOGRAFICO  al secondo piano del 
Centro Civico Altobello - Via Andrea Costa 38a Mestre
per iscrizione telefonare 333 3397860 Vincenzo Franzin - 338 5066086 Gianni Favaro 

                    
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(La nostra brochure)













sabato 14 marzo 2026

Il CENTRO Calcografico 3C


Fondato nel 2003 dalla visione dei maestri incisori Alberto Benvenuti (1937-2016) e Gianni Favaro, il Laboratorio 3C è diventato negli anni un punto di riferimento per il territorio veneziano. In 23 anni di attività nella sede del Centro Civico Altobello, l'associazione ha formato centinaia di allievi e promosso iniziative di rilievo nazionale, come il Premio Mestre "PF – Biglietti d’autore".

Oggi, con oltre 40 soci attivi, il Centro ha ampliato i propri orizzonti: dal 2025 l'offerta formativa include non solo la calcografia, ma anche corsi di disegno, acquerello, calligrafia, scrittura creativa e legatoria. L’impegno dell’associazione si estende inoltre alla cura di rassegne come "L'arte incontra la gente" presso La Galleria del Barone a Spinea e le storiche mostre per la Sagra del Graspo de Ua.



CONTATTI: 

APS Associazione Culturale 3C, Via A. Costa 38/A, 30172 Mestre VE - circolocalcografico3c@gmail.com, 3333397860 / 3385066086 / 3337135254 

facebook: Centro Calcografico 3C



lunedì 2 marzo 2026

IL FASCINO DEL VOLTO - Mostra di pittura e disegni di Riccardo Perocco LA GALLERIA DEL BARONE - Spinea

LA GALLERIA DEL BARONE - Spinea

IL FASCINO DEL VOLTO - 

Mostra di pittura e disegni di Riccardo Perocco  


Inaugurazione
DOMENICA 15  MARZO 2026

ore 11:30
La Galleria del Barone
Via Martiri 15/17 Spinea

INGRESSO GRATUITO
(Alla fine della cerimonia, il locale offre un brindisi di intrattenimento e gustosi assaggi di pizza a tutti i partecipanti)

Ancora una volta vi invitiamo a questa nuova esposizione di opere artistiche intitolata Il Fascino del Volto, dedicata all’artista Riccardo Perocco, in arte Ripe.

Già il titolo, come potete immaginare, evoca un tema eternamente presente nella storia dell'arte.

Il fascino del ritratto, e in particolare del volto umano, rappresenta da secoli una fonte inesauribile di ispirazione per molti artisti.

Sin dall'antichità, il volto ha simboleggiato l'essenza dell'individuo, lo specchio dell’anima.                                                                                                        Uno strumento attraverso il quale tanti pittori nel corso dei secoli hanno immortalato le emozioni e raccontato le storie personali dei soggetti ritratti.

Tutti ricordiamo i grandi maestri, dalle introspezioni rinascimentali di Leonardo da Vinci con la sua enigmatica Mona Lisa, fino alle profondità psicologiche esplorate da Rembrandt nei suoi autoritratti, dove ogni ruga e ogni sguardo cattura l'essenza della condizione umana.

Il volto non è solo una rappresentazione fisica, ma un dialogo silenzioso tra l'artista e l'osservatore, un invito a esplorare attraverso un volto, l'intimità, la vulnerabilità e la bellezza intrinseca dell'essere umano.

Nella nostra epoca dominata dalle immagini digitali, il fascino del volto ritratto a mano ci riporta a un'arte autentica, capace di trasmettere emozioni profonde.

Riccardo Perocco, incarna perfettamente questa tradizione.

Nato a Venezia, oggi residente a Spinea dove vive e ancora opera, nella sua carriera che spazia dagli anni '90 a oggi, Perocco ha esposto in numerose mostre personali e collettive, voglio ricordare la mostra tenuta proprio qui a Spinea dal titolo "Gli Ultimi" nel 2014 a Villa Simion, o quella più esauriente che si è tenuta nel 2019 al Teatro Accademico di Castelfranco Veneto, oltre poi segnalare, in particolare, la sua partecipazione nel 2018 al Premio Mestre di Pittura con il paesaggio "Un tratto del Sile".*

Il suo stile è fortemente influenzato dal realismo classico che viene arricchito da una sensibilità contemporanea, che si distingue per la maestria nel catturare la texture della pelle, l'intensità degli sguardi e le sfumature emotive.

Perocco utilizza varie tecniche, tra le quali l'olio, la grafite, le tempere su supporti, quali tele, tavole e materiale cartaceo – trasformando i suoi soggetti in narrazioni vivide, sempre ispirate a figure reali che riflettono la vita quotidiana, la saggezza dell'età e la poesia dell'esistenza.

Come potete vedere, una parete intera è stata dedicata dal curatore ai ritratti femminili, carichi di grazia e mistero, come la giovane donna con capelli raccolti e labbra socchiuse, o un'altra con un sorriso luminoso ed un girocollo di perle, bellezza su bellezza di gioielli delicati , dove la luce gioca un ruolo fondamentale nel rivelare emozioni sottili.

Tra le altre opere esposte, troverete volti di anziani segnati dal tempo, come quello di un uomo calvo con espressione pensierosa, o di un violinista immerso nella sua musica, realizzati con un realismo toccante che ne esalta le rughe e l'intensità dello sguardo.

Ci sono anche disegni in grafite, più intimi e minimalisti, come il profilo di un uomo anziano che guarda in basso o il volto di una bambina con sguardo innocente e curioso.

Queste opere, prevalentemente in bianco e nero, sottolineano la purezza della linea e del chiaroscuro, evocando maestri importanti come Dürer oltre a quelle pittoriche interessantissime per il loro amore per la particolare scelta di luci e ombre che ricordano molto da vicino il luminismo del Caravaggio, al quale Perocco si ispira, ma sempre con un tocco personale, rendendo ogni ritratto unico e contemporaneo.

Tuttavia, l'artista ha scelto di includere anche tre opere che deviano dal tema principale, presentandoci tre paesaggi: una foresta fitta di abeti con rocce muschiate, un pascolo autunnale con mucche al pascolo vicino a un laghetto, e un tranquillo fiume bordato da vegetazione lussureggiante con una barca ormeggiata.

Questa decisione oltre che a farci vedere la sua versatilità artistica, non è casuale: i paesaggi offrono un contrasto poetico ai ritratti, simboleggiando forse il legame tra l'uomo e la natura, o un respiro di vastità in mezzo all'intimità dei volti.

Perocco, appassionato di ambienti naturali veneti e alpini, usa questi dipinti per ampliare l'orizzonte della mostra, invitandoci a riflettere su come il "volto" della terra possa dialogare con quello umano, entrambi espressione di bellezza eterna e mutevole.

"Il Fascino del Volto" non è solo una collezione di opere, ma un viaggio emotivo attraverso l'umanità e il paesaggio, reso possibile dalla visione sensibile di Riccardo Perocco.

Vi invito a immergervi in questi quadri e disegni, a lasciarvi catturare dagli sguardi e dalle atmosfere, e a scoprire il fascino intramontabile che solo l'arte vera sa regalare.

Grazie per la vostra presenza. La mostra è aperta al pubblico fino al 24 aprile e vi auguro una visita illuminante.

(a cura di Vincenzo Rino Franzin)


* Mostre:

  • Abbazia di Santa Maria in Sylvis a Sesto al Reghena (2004)
  • Centro d’Arte e Cultura “Brolo” a Mogliano Veneto (2004)
  • Palazzo della Loggia a Noale (2008)
  • Villa Farsetti a S. Maria di Sala (2012) con oltre una cinquantina di opere tra oli, pastelli e disegni
  • Oratorio di Villa Simoni a Spinea (2014) improntata sulla tematica del sociale dal titolo “Dedicato agli ultimi
  • Barchessa di Villa XXV Aprile a Mirano (2016)
  • Teatro Accademico di Castelfranco Veneto (2019)
  • Palazzo della Provvederia a Mestre (2023)
  • Palazzo della Loggia a Noale (2025)
  • Centro Civico di Borbiago di Mira (2025)


di seguito alcune immagini delle opere


 












Un tratto del Sile






Abeti in Valgradena



Estate in Lessinia