LA GALLERIA DEL BARONE - Spinea
IL FASCINO DEL VOLTO -
Mostra di pittura e disegni di Riccardo Perocco
Ancora una volta vi invitiamo a questa nuova esposizione di opere artistiche intitolata Il
Fascino del Volto, dedicata all’artista Riccardo Perocco, in
arte Ripe.
Già il titolo, come potete immaginare, evoca un tema
eternamente presente nella storia dell'arte.
Il fascino del ritratto, e in particolare del volto umano, rappresenta
da secoli una fonte inesauribile di ispirazione per molti artisti.
Sin dall'antichità, il volto ha simboleggiato
l'essenza dell'individuo, lo specchio dell’anima. Uno strumento attraverso il
quale tanti pittori nel corso dei secoli hanno immortalato le emozioni e raccontato le storie personali dei soggetti ritratti.
Tutti ricordiamo i grandi maestri, dalle
introspezioni rinascimentali di Leonardo da Vinci con la sua enigmatica Mona
Lisa, fino alle profondità psicologiche esplorate da Rembrandt nei suoi
autoritratti, dove ogni ruga e ogni sguardo cattura l'essenza della condizione
umana.
Il volto non è solo una rappresentazione fisica,
ma un dialogo silenzioso tra l'artista e l'osservatore, un invito a esplorare attraverso
un volto, l'intimità, la vulnerabilità e la bellezza intrinseca dell'essere
umano.
Nella nostra epoca dominata dalle immagini
digitali, il fascino del volto ritratto a mano ci riporta a un'arte autentica,
capace di trasmettere emozioni profonde.
Riccardo Perocco, incarna perfettamente questa tradizione.
Nato a Venezia, oggi residente a Spinea dove vive e ancora opera, nella sua carriera che spazia dagli anni '90 a oggi, Perocco ha esposto in numerose mostre personali e collettive, voglio ricordare la mostra tenuta proprio qui a Spinea dal titolo "Gli Ultimi" nel 2014 a Villa Simion, o quella importante "Opere di Riccardo Perocco" che si è tenuta nel 2023 a Mestre, oltre poi segnalare, in particolare, la sua recente partecipazione al Premio Mestre di Pittura con il paesaggio "Un tratto del Sile".
Il suo stile, è fortemente influenzato dal
realismo classico che viene arricchito da una sensibilità contemporanea, che si
distingue per la maestria nel catturare la texture della pelle, l'intensità
degli sguardi e le sfumature emotive.
Perocco utilizza tecniche miste – dall'olio su
tela, alla grafite su carta – trasformando i suoi soggetti in narrazioni vivide,
spesso ispirate a figure reali o immaginarie che riflettono la vita quotidiana,
la saggezza dell'età e la poesia dell'esistenza.
Come potete vedere, una parete intera è stata dedicata dal curatore ai ritratti femminili, carichi di grazia e mistero, come la giovane donna con capelli raccolti e labbra socchiuse, o un'altra con un sorriso luminoso ed un girocollo di perle, bellezza su bellezza di gioielli delicati , dove la luce gioca un ruolo fondamentale nel rivelare emozioni sottili.
Tra le altre opere esposte, troverete volti di anziani
segnati dal tempo, come quello di un uomo calvo con espressione pensierosa, o
di un violinista immerso nella sua musica, realizzati con un realismo toccante
che ne esalta le rughe e l'intensità dello sguardo.
Ci sono anche disegni in grafite, più intimi e
minimalisti, come il profilo di un uomo anziano con occhi chiusi o il volto di
una bambina con sguardo innocente e curioso.
Queste opere, prevalentemente in bianco e nero, sottolineano la purezza della linea e del chiaroscuro, evocando maestri come importanti come Dürer oltre a quelle pittoriche interessantissime per il loro amore per le particolari luci e ombre che ricordano molto da vicino il luminismo del Caravaggio, al quale Perocco si ispira, ma sempre con un tocco personale, rendendo ogni ritratto unico e contemporaneo.
Tuttavia, l'artista ha scelto di includere anche
tre opere che deviano dal tema principale, presentandoci tre paesaggi montani: una
foresta fitta di abeti con rocce muschiate, un pascolo autunnale con mucche al
pascolo vicino a un laghetto, e un tranquillo fiume bordato da vegetazione
lussureggiante con una barca ormeggiata.
Questa decisione oltre che a farci vedere la sua versatilità artistica, non è casuale: i paesaggi
offrono un contrasto poetico ai ritratti, simboleggiando forse il legame tra
l'uomo e la natura, o un respiro di vastità in mezzo all'intimità dei volti.
Perocco, appassionato di ambienti naturali veneti
e alpini, usa questi dipinti per ampliare l'orizzonte della mostra, invitandoci
a riflettere su come il "volto" della terra possa dialogare con
quello umano, entrambi espressione di bellezza eterna e mutevole.
"Il Fascino del Volto" non è solo una
collezione di opere, ma un viaggio emotivo attraverso l'umanità e il paesaggio,
reso possibile dalla visione sensibile di Riccardo Perocco.
Vi invito a immergervi in questi quadri e
disegni, a lasciarvi catturare dagli sguardi e dalle atmosfere, e a scoprire il
fascino intramontabile che solo l'arte vera sa regalare.
Grazie per la vostra presenza. La mostra è aperta
al pubblico fino al 24 aprile e vi auguro una visita illuminante.
(a cura di Vincenzo Rino Franzin)
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