venerdì 28 aprile 2023

20° ANNIVERSARIO DEL CENTRO CALCOGRAFICO 3C

 20° ANNIVERSARIO 

DEL CENTRO CALCOGRAFICO 3C 

e 37° ANNIVERSARIO 

DEL BARONE ROSSO A SPINEA

martedì 23 maggio 2023

inaugurazione  mostra ore 18,45




Apertura giardino estivo alle 18,00 dove si potranno ammirare le opere dell'amico scultore Giorgio Nalon e una serie di manifesti e locandine della storia di questi 20 anni del Centro Calcografico 3C.

Alle 18,45 nella GALLERIA DEL BARONE al primo piano sarà inaugurata la terza esposizione delle incisioni di PINOCCHIO SOTTO TORCHIO. Seguirà la cena a base della famosissime pizze del Barone Rosso. Alle 21,30 gli amici del gruppo C.M.P. and friends acustic band con chitarre, voce e percussioni suoneranno dal vivo cover di gruppi italiani e esteri.

Obbligatoria la prenotazione al 333 3397860 o direttamente al 041 990153

domenica 26 marzo 2023

OGGETTI SOSPESI NEL TEMPO Mostra dell'artista Marcello VALONTA


     2003 -2023    
      Ventesimo anniversario 
del 3C



 OGGETTI SOSPESI NEL TEMPO 

Mostra di opere dell'artista Marcello VALONTA

    GALLERIA DEL BARONE

                                   Pizzeria Jazz Club BARONE ROSSO                                                                              Via Martiri 15/17

Domenica 2 aprile 2023 

ore 11,30

presenta le opere di MARCELLO VALONTA

La mostra è curata dal Centro Calcografico 3C di Mestre, che dal dicembre 2021 ha raccolto il testimone dall'Associazione Culturale Artistica.Mente 3.0 con l'impegno di integrare la già ricca offerta culturale del Barone Rosso, Musica, teatro, presentazione di libri, con mostre di pittura che siano vere e proprie esposizioni di opere d'arte importanti e con lo scopo di portare l'arte là dove c'è la gente.

Alla fine della presentazione il locale offrirà un aperitivo agli amici che presenzieranno all'inaugurazione.

Il cappello di mio padre
                                                                              ---------------- oo -----------------

MARCELLO VALONTA,                  veneziano di nascita, vive e opera a Favaro Veneto. Ha studiato all'Istituto Statale d'Arte di Venezia.  Ha lavorato come scenografo alla Fenice.                                                                                                  Le sue opere figurano in collezioni pubbliche e private.                                                                          Dal 1988 è entrato a far parte del Centro artistico culturale G.B. Piranesi di Mogliano Veneto con il quale ha partecipato a numerose mostre collettive riscuotendo sempre qualificati apprezzamenti critici e di pubblico.

Ha scritto di lui il prof. Giancarlo Zaramella - imbattersi nelle opere di Marcello Valonta consente una riconciliazione..... -  ..la poesia di un vissuto quotidiano che è diventato fiaba da raccontare ai grandi......, e ancora: oggetti sospesi in uno spazio senza tempo.

Credo che questi pensieri valgano anche per chi incontra per la prima volta le opere del pittore Valonta. Sono riflessioni e sentimenti vissuti prima dallo stesso artista che in maniera diretta escono dai quadri e  colpiscono l'immaginario dello spettatore che può così rivivere a sua volta quelle scene di immobile silenzio, ma di grande effetto simbolico.                                                                                                

Come scrive Zaramella nelle sue tele si respira il sudore, la polvere e il silenzio metafisico, ......dove le luci giungono da sorgenti e creano delle suggestioni uniche.                                                                      L'artista decide così quindi di usare un messaggio essenziale, quello della figura, per raccontare qualcosa di intimo di importante e lo fa con il linguaggio che per lui è più congeniale, la rappresentazione scenica.


Oggetti raccolti e custoditi nella soffitta di casa a testimoniare i racconti dell'autore attraverso le cose della vita collezionate negli anni, appartenute al passato ma che sono ancora dentro al suo vissuto.         

I suoi oggetti che lui volutamente rappresenta in un determinato "spazio" nel suo "tempo sospeso", hanno così un grande effetto emozionale, restituendoci un'eccellente dimostrazione della sua grande esperienza e maestria di scenografo. 

Ogni oggetto ha quindi  un rapporto di "armonia" con lo spazio, che dimostra la grande capacità descrittiva dell'artista. 


Nei suoi quadri possiamo ammirare oltre all'insieme delle pennellate sicure, il disegno preciso degli oggetti, le realistiche sfumature e i giochi di drappeggio, anche la mirabile armonia delle figure disposte con meticolosa pignoleria. 

La pittura di Marcello Valonta è per se stessa linguaggio universale  che si presta molto bene  per raccontare non solo una, ma tante storie. 

Vincenzo Rino Franzin





giovedì 9 febbraio 2023

PINOCCHIO SOTTO TORCHIO - 20° anniversario del Calcografico 3c - Mostra di incisioni



MOSTRA DI INCISIONI 
Pinocchio sotto torchio

Inaugurazione sabato 18 febbraio 2023
alle 17,30 
Sala della Provvederia,
Via Torre Belfredo, 1
MESTRE

ORARI VISITE
feriale 16.00 - 19.00
festivo 10.30 - 12.30  16.00 - 19.00
 

L'anno 2023 è l'anno del XX° anniversario della fondazione del Centro Calcografico,
così abbiamo voluto dare vita ad un progetto intitolato “PINOCCHIO SOTTO TORCHIO”
realizzando questa cartella di incisioni incentrate sulla storia delle avventure di
Pinocchio nella ricorrenza della prima edizione della favola avvenuta 140 anni fa per
coinvolgere chi frequenta i nostri laboratori e per dare continuazione di questa presenza
culturale nella città di Mestre.

La realizzazione della cartella ha impegnato a fondo i soci artisti del Centro Calcografico
3C realizzando ognuno una matrice incisa uguale per dimensioni e stampando una
tiratura di venti esemplari.

Il risultato è quello non tanto dell’illustrazione della storia delle avventure di Pinocchio,
bensì della libera elaborazione da parte di ogni artista, partendo dal proprio inconscio, di
ciò che per lui/lei poteva rappresentare un sentimento, un ricordo, un’emozione
provata rileggendo le storia del Collodi.

Essere artisti incisori non professionisti, ma che si impegnano a svolgere il proprio lavoro
partendo da una ricerca puntuale e rigorosa condotta con professionalità, questo è il
nostro motto.

Nota: L’autore delle avventure di Pinocchio Carlo Collodi che di cognome faceva Lorenzini
scelse lo pseudonimo “Collodi” in onore della città dove passava le vacanze nella
fanciullezza.
Collodi è un piccolo paesino del Comune di Pescia che è anche il paese dove viene
prodotta la carta con cui sono stampate le opere di questa cartella.


Gli artisti che hanno generosamente aderito sono:

SALVATORE AFFINITO  LA COMMOZIONE DI MANGIAFUOCO                            ACQUAFORTE/ACQUATINTA

DANIELA BETTELLA LA FATA TURCHINA PARLA A PINOCCHIO                                            ACQUAFORTE                     

VALENTINA DAL FABBRO  <<CREDIMI>>                                                                                ACQUAFORTE

GIANNI FAVARO FACENDO LA GUARDIA                                                                                  ACQUAFORTE

MARIA CONCETTA FORNARI  DA VITTIMA A COLPEVOLE: POVERO PINOCCHIO               ACQUAFORTE

VINCENZO -RINO- FRANZIN  PINOCCHIO GETTA L’ABECEDARIO – OMAGGIO A VINICIO STOCCO       ACQUAFORTE

GIANNA GIACOMIN  MERAVIGLIA                                                                                               ACQUAFORTE/ACQUATINTA

CHIARA GRANDIN  L'INCONTRO                                                                                               ACQUAFORTE

LUISA NOVELLETTO  METAMORFOSI                                                                                      CERAMOLLE/ACQUAFORTE

CATERINA PICCINI  PINOCCHIO SOTTO SCORTA                                                                   ACQUAFORTE/ACQUATINTA

MARCO ZANE  PINOCCHIO NEI GUAI                                                                                       ACQUAFORTE

SILVANA ZANE  AGNESE, LA LUMACA                                                                                       ACQUAFORTE

 NB) In sala saranno presenti altre 3 incisioni fuori dalla serie della  'cartella': Luisa Novelletto BUGIE acquaforte/acquatinta, Gianna Giacomin IL CREDULONE acquaforte/acquatinta, Vincenzo Rino Franzin C'ERA UNA VOLTA UN RE...NO, UN PEZZO DI LEGNO! xilografia

 


VENTESIMO ANNIVERSARIO DEL 3C

Dal 3 aprile del 2003 sono passati esattamente vent’anni da quando, uniti dalla stessa
passione, gli incisori Alberto Benvenuti e Gianni Favaro diedero vita al Circolo Culturale
Calcografico 3C oggi Centro Calcografico 3C.
Alberto e Gianni si sono conosciuti alla Scuola Internazionale di Grafica di Venezia e
successivamente hanno continuato a frequentarsi e a proporre assieme molte iniziative
pubbliche.
Grazie a queste condivisioni artistiche e stima reciproca, scoprirono ben presto di
avere in comune la passione per la divulgazione della Calcografia e di trasmettere agli
altri tutta la loro esperienza e la loro abilità tecnica e grafica.
Carichi del loro particolare amore per la Calcografia cominciarono a pensare di fondare
un’associazione senza scopo di lucro e di creare una vera e propria scuola a Mestre dove
il Maestro Alberto operava da decenni mentre l’amico Gianni invece, già da qualche anno, dirigeva a Mogliano Veneto la sezione calcografica “Il Torchio Piranesi” presso l’omonima associazione Centro Artistico Piranesi fondata dal Professor Giancarlo Zaramella.
In quel periodo a Venezia vi erano numerosi laboratori dove poter apprendere questa
antica arte, mentre nella terraferma Mestrina non c’era nessun luogo dove si potesse
imparare e praticare l’incisione.
Così nacque l’idea di colmare questa lacuna creando uno spazio pubblico a disposizione di tutti e, col senno di poi, fu davvero una grande intuizione.
Gli anni Duemila erano appena iniziati, forse erano altri tempi, forse c’era meno
burocrazia, e in poco tempo i loro buoni intenti furono accolti dalla Municipalità di
Mestre Carpenedo che aveva capito la potenzialità di questa iniziativa. Fu assegnata al Circolo, come spazio un’aula nell’ex scuola Silvio Pellico di Altobello con sufficienti
arredi. Bastava solamente installare il torchio e acquisire il materiale necessario per
iniziare da subito i primi corsi.
Oltre all’insegnamento delle tecniche dell’Incisione condotto da entrambi i
fondatori, nel primo periodo il laboratorio aprì anche a dei corsi di Acquerello condotti
dal Maestro Alberto Benvenuti.
Da allora i soci che si sono alternati in questi in questi venti anni sono più di un centinaio,
alcuni solo per sostenere l’Associazione con la tessera, altri, la maggioranza, per
partecipare ai corsi e al laboratorio di incisione, vero e proprio fulcro dell’attività.
La generosità ricevuta dalla città di Mestre doveva essere però ricambiata con qualcosa di
più dello svolgimento di corsi di insegnamento artistico; bisognava dare alla Città qualcosa
che non c’era. Ecco che nasce, dalla proposta del maestro Alberto Benvenuti, l’idea di
creare un concorso nazionale che riguardasse l’incisione   rivolto ai “Pro Festivitate”, meglio conosciuti come P.F., ovvero biglietti augurali d’autore incisi e la città di Mestre poteva quindi essere la prima ad ospitarlo.
Nel 2008 viene bandito il primo Concorso Nazionale P.F., vera e propria novità in Italia e
all’estero, tanto da riscuotere, tra gli incisori, un notevole gradimento e successo.
 
Fu chiamato “PREMIO MESTRE P.F. BIGLIETTI D’AUTORE” e ne furono indette ben tre
edizioni con cadenza annuale e due, per motivi di carenza di risorse economiche, con
cadenza biennale alle quali parteciparono centinaia di illustri artisti italiani ed esteri. Da
segnalare in particolare l’ultima, che si è svolta nel 2019, intitolata all’amico Maestro
Alberto Benvenuti scomparso nel 2016.
Chiusa definitivamente per motivi economici questa possibilità di essere presenti in città
con un appuntamento così importante, il Centro Calcografico continua sempre a svolgere
un ruolo importante dal punto di vista artistico e culturale.
Nel 2021, in occasione del Settecentesimo anniversario della morte di Dante Alighieri sono state allestite ben tre mostre con opere realizzate dagli artisti del 3C e da amici artisti di altre
città d’Italia: a Mestre presso la sala della Provvederia, a Mogliano Veneto presso lo
Spazio Urbano Brolo e a Mirano presso la scuola Dante Alighieri.


PINOCCHIO NON HA ETA'!!

Pinocchio non ha età e continua a parlare ai cuori di grandi e piccini. Non è solo
un burattino, non è solo un ciocco di legno magicamente animato: dal suo primo
articolare parola Pinocchio è già persona, ma per esserlo veramente deve
diventare un bambino vero! Deve seguire il suo percorso fra estremi e
contraddizioni: facile e complesso, realtà e menzogna, necessario e
desiderabile. Sbaglia più e più volte e paga. Eccome se paga! Ma ad ogni caduta
segue una crescita.
É un burattino ma non ha i fili, quindi è libero e non può essere controllato e
perciò sbaglia. Ma l’errore lo fa maturare e capire che le regole non sono una
costrizione, ma una necessità alla quale sacrificare, consapevolmente, un po’ di
quella libertà.
Pinocchio è un’opera ricca di simboli, archetipi e significati occultati nella
gradevole maschera della fiaba. Ma tralasciamo aspetti che, meglio di noi, hanno
saputo esprimere eminenti studiosi. Ci basti sapere che Pinocchio è tutt’altro
che una semplice favola: è un capolavoro sempre attuale e così grande da poter
accogliere le più svariate interpretazioni senza mai esaurirle. Non ci riferiamo
solo alla miriade di elaborazioni dei critici letterari, ma anche alle diverse
versioni fornite dalla cinematografia, strumento questo di estremo impatto
comunicativo, che ha contribuito ancor più alla sua evoluzione da Fiaba/Favola a
vero e proprio romanzo popolare.
Ma abbiamo voluto dare il nostro contributo, con le tecniche di incisione
calcografica, provando a dare libero sfogo all’immaginazione di ognuno di noi e a
rappresentare questo protagonista e il mondo fantastico che gli ruota attorno.
Il Pinocchio di Collodi è una storia che interroga non solo i bambini, ma anche gli
adulti. In un mondo pervaso da mistificazione, opportunismo e demagogia, ci
aiuta a riflettere sul senso individuale e collettivo della nostra vicenda. La
grandissima propensione del burattino al cambiamento (nel bene come nel male)
porta a considerare la capacità di trasformazione di ognuno di noi.
E allora è lecito chiedersi: “E tu che Pinocchio sei?”

lunedì 23 gennaio 2023

TRATTI E RITRATTI - Mostra di Giorgio Mascìa alla Galleria del Barone a Spinea

 

Eccoci di nuovo ad un appuntamento con l'arte a Spinea.

DOMENICA 5 FEBBRAIO 2023

  ALLE ORE 11,30

Abbiamo il piacere di presentare la mostra di Giorgio Mascìa dal titolo "TRATTI E RITRATTI" nella Galleria del Barone a Spinea in via Martiri 15/17.

La mostra è curata dal Centro Calcografico 3C di Mestre, che dal dicembre 2021 ha raccolto il testimone dall'Associazione Culturale Artistica.Mente 3.0 con l'impegno di integrare la già ricca offerta culturale del Barone Rosso, Musica, teatro, Presentazione di libri, presentando mostre di pittura che siano vere e proprie esposizioni di opere d'arte importanti, con lo scopo di portare l'arte là dove c'è la gente.

Alla fine della presentazione il locale offrirà un aperitivo agli amici che presenzieranno all'inaugurazione.



                                                        GIORGIO MASCI'A

Giorgio Mascìa nasce a Carbonia (CA) vive ed opera a Noale (VE). La sua grande passione artistica nasce nell'adolescenza, si sviluppa e cresce grazie anche ai suoi continui studi e alle sue ricerche.

Dal 1990 lavora come scenografo, collaboratore e pittore di scena, in diversi teatri lirici come: Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, Teatro Regio di Torino e Teatro dell’Opera di Bilbao (SPAGNA). Dal 2008 lavora come scenografo collaboratore al Teatro La Fenice di Venezia. Nel 2009 entra a far parte del Centro Artistico Culturale G. B. Piranesi di Mogliano Veneto (TV).

Le opere di Mascìa si caratterizzano per una spiccata separazione cromatica basata su una pennellata particolare composta da piccoli puntini colorati o lunghi tratti che generano un senso ottico di grande fascino donando all'opera un sapore antico, prezioso e nello stesso tempo moderno. Le tinte sono equilibrate e morbide nella stesura, i contrasti sono opachi ma poco aspri, il risultato che l'artista Mascìa ottiene è un'opera di grande leggerezza visiva e di luminosità interessante. La figura umana è la vera protagonista del mondo, con i suoi pensieri, con le sue sensazioni e le sue emozioni osserva l'esistenza che ogni giorno matura la sua evoluzione determinando un cambiamento continuo interiore. L’artista affronta un’analisi interiore sui personaggi ritratti, riprodotti nella loro espressività ben curata nei dettagli e nella fisionomia.

La scelta della tecnica pittorica, dove il colore è avvolto da scìe luminose di grande fascino, si sofferma sul rapporto tra arte, natura e umanità, tematiche che accentuano il significato simbolico ed evocativo dell’immagine stessa.

Mascìa osserva la realtà copiandola magistralmente ma aggiungendo una forte personalizzazione alla visione attraverso una funzione intellettiva sulla composizione animata dai colori e dalla tecnica usata. Oltre alla rappresentazione del ritratto Mascìa realizza opere che parlano del presente, la scelta compositiva è reale nella sua essenza ed è portavoce di un quotidiano collettivo.

Le sue opere conquistano il mondo dell’arte contemporanea per la potenza espressiva e la forte originalità, per un grande valore estetico, compositivo e stilistico.

Scenografie teatrali che riguardano allestimenti diversi tra pittura e scultura sono per l’artista Mascìa una grande ispirazione artistica, un tesoro prezioso che gli permette di personalizzare il suo stile pittorico realizzando opere d’arte di grande valore del tutto contemporaneo.

Il linguaggio pittorico di Mascìa si caratterizza per la scelta figurativa dove sperimenta opere di grandi dimensioni che rappresentano il paesaggio, naturale o urbano, ed edifici imponenti e significativi. La sua grande passione sono i ritratti dove si evince una grande impronta di soggettività a beneficio di soluzioni formali caratteristiche che abbracciano diverse correnti artistiche. Giorgio Mascìa è grande ritrattista, un vero maestro nel donare, ricercare ed affrontare espressività complesse ai suoi personaggi.

Qualcosa di misterioso nasce dalla pittura di Giorgio Mascìa, i volti da lui proposti sono colmi di enigmi uniti dalla tecnica avanzata che l’artista utilizza per realizzare al meglio quello che vuole rappresentare, gli accordi tra colore e luce, i contrasti cromatici donano alle opere una luce innovativa e colma di dettagli.

Uno stile raffinato e personale, una padronanza tecnica nel tratto sono le attinenze essenziali della sua espressione artistica, Mascìa cimenta la sua bravura artistica in opere complesse sia nella scelta espressiva, sia nella composizione del tutto contemporanea.  Le opere sono circondate da vibrazioni di colori che hanno il compito di unire la psiche di chi osserva con espressività fugace rappresentata nell’opera facendo così affiorare valori intimi.

Ne “La ragazza con l’orecchino” omaggio a Vermeer, Mascìa ha sviluppato, approfondendo con dovizia il suo profondo amore per l’arte, la bellezza che viene rappresentata dall’immagine femminile, circondata dall’aura della purezza e dall’innocenza. Mascìa riesce ad interpretare questo capolavoro con abilità, donando a quest’opera una grande percezione del passato e un sentore per il presente-futuro per chi si addentra in questo studio stilistico pittorico come riferimento di processi inconsci che Mascìa riesce a riportare in ogni opera.

La ricerca prende forma per realizzare un’arte reale nella corrente figurativa, un mix quindi tra passato e presente. I volti dei soggetti raffigurati esprimono in modo contemplativo il reale stato d’animo, donando questa fusione di colori, di apertura interiore ed esteriore che trasporta lo spettatore in un processo inconscio dove l’artista può dare spazio al suo talento.

La sintonia magnifica dei colori, la straordinaria validità compositiva, la singolare espressività delle figure sono il segnale sicuro della maturità raggiunta dall’artista.

Il linguaggio pittorico che Mascìa utilizza si esprime con pennellate corpose e penetranti, mezze tinte  e di tenui contrasti cromatici chiaroscuri.

È un linguaggio vero e sincero, che coinvolge non solo lo spettatore m anche il mondo della critica, donando riconoscimenti ed apprezzamenti per il suo talento artistico.

Giorgio Mascìa attraverso l’immagine di un volto riesce a manifestare gli intimi stati della personalità, facendo riemergere come termine di confronto, il mondo ideale dell’essere. Uno studio attento per queste opere che emanano sensazioni ad ampio raggio, un ringraziamento a Giorgio Mascìa per questi capolavori che si espandono senza tempo e senza barriere, l’arte figurativa si apre al mondo contemporaneo regalando nuove espressioni di grande originalità.

tratto da - Archivio Monografico dell’Arte Italiana – febbraio 2020



 

sabato 3 dicembre 2022

GALLERIA DEL BARONE - PASSEGGIATA TRA I COLORI - Mostra di Alessandra Gandolfi

DOMENICA 11 DICEMBRE ORE 11.30
INAUGURAZIONE
Mostra PASSEGGIATA TRA COLORI

GALLERIA DEL BARONE
VIA MARTIRI 15/17
SPINEA











PASSEGGIATA TRA I COLORI

Dopo la bellissima mostra di Giorgio Bellingardo eccoci di nuovo a presentare alla Galleria del Barone a Spinea, una nuova rassegna di quadri della pittrice ALESSANDRA GANDOLFI .

Abbiamo il piacere di ospitare questa artista che abita e lavora a Bergamo ma che grazie a quelle strane e incredibili circostanze che fanno si che l'arte sia sinergia, attraverso anche solo a dei singoli riferimenti e punti di contatto con altre realtà, oggi presenta i suoi bellissimi lavori proprio qui in questo locale che ormai da anni fa cultura, teatro, musica e arte a Spinea.   

Alessandra Gandolfi nasce a Bergamo nel 1968 e fin da bambina coltiva la passione per la musica in particolare per il pianoforte che suona dall'età di 6 anni, anche se come dice lei però la sua vera passione è la pittura e l'arte.

Giovane allieva del pittore bergamasco Emilio Nembrini avendo la fortuna di frequentare il suo studio viene contagiata dalla sua arte e si appassiona alla pittura. 

E' la che si innamora dell'arte.  

Viene letteralmente rapita e affascinata dall'atmosfera dell'atelier del suo maestro, in particolare dal profumo dei colori ad olio e dell'acquaragia.

A sedici anni , dopo la visita a Lugano dei quadri degli artisti impressionisti provenienti dall'Hermitage di San Pietroburgo, si innamora di questa corrente artistica sviluppata a Parigi nella seconda metà dell'800.

E' una vera folgorazione per Monet in particolare e per l'Impressionismo tanto da farne oggetto di studi e di applicazione per i suoi successivi lavori. 

Giardino Sigurtà 50x40

Tutto questo amore per i colori forti e per i contrasti di luci e ombre, caratteristico della pittura impressionista, si potrà rilevare proprio nei suoi quadri dipinti nello studio-bottega nel Lago di Garda dove si trasferisce per 12 anni.

Ispirata dai giardini, dalle limonaie e dall'azzurro del lago ritroverà quei colori che tanto l'avevano suggestionata così da farli diventare il principale tema ispiratore dei suoi quadri.

Chiusa la parentesi del Garda ma non quella artistica, assieme ad altre amiche artiste fonda nel 2017 l'associazione ART SPACE che ha come scopo principale quello di promuovere l'arte in ogni sua forma.

La sua attività artistica si arricchirà quindi di questo impegno e in particolare di realizzare corsi di pittura per grandi e bambini, laboratori a tema per avvicinare più persone possibile all'arte e ai personaggi che hanno fatto grande la storia dell'arte. 

Per questo è stata anche definita una pittrice "attivista dell'arte".

Nei suoi laboratori attraverso l'arte insegna soprattutto a ritrovare la propria manualità che in questo periodo storico, in particolare nell'infanzia si va perdendo.

Nei suoi stages cura in particolare anche l'aspetto terapeutico che l'arte infonde a chi la pratica, ma anche soprattutto a chi ha anche solo la possibilità di vederla come in questa mostra .

I suoi quadri parlano attraverso i colori della sua passione e dell'emozione che guida il suo pennello e che di sicuro trasmette anche in chi ha la possibilità di ammirali.

V. Franzin 


sabato 15 ottobre 2022

FRAMMENTI - Mostra di pittura RE_CONVERT ARS di Giorgio Bellingardo - GALLERIA DEL BARONE



                                 


               MOSTRA DI PITTURA  RE_CONVERT ARS di Giorgio Bellingardo                                                   GALLERIA DEL BARONE a Spinea                                                 presso pizzeria jazz club  AL BARONE ROSSO via Martiri15/17.

presenta

                                                              FRAMMENTI 

INAUGURAZIONE DOMENICA 30 OTTOBRE 2022 alle ore 11,30
(la mostra già visitabile tutti i giorni escluso il lunedi fino al 9 dicembre, dalle 18,00 alle 23,00)


Pelle  - olio su corteccia 


L'arte di Giorgio Bellingardo potremo definirla multiforme e poliedrica. 

Visti i molteplici aspetti della sua intensa vita professionale e artistica possiamo dire che i primi segnali di quella che poi sarà sua 'predisposizione' artistica, o forse è il caso di dire, della sua 'illuminazione', si intravedono già nel lontano 1982, quando Venezia città che lo aveva adottato e che lui amava, lo ispira a dipingere la sua prima opera dal titolo -Partita a scacchi-, realizzata utilizzando materiale di recupero. 


Partita a scacchi 1982 Olio su tela e jeans
                                

Allora, appena diplomato al liceo artistico, ancora non sapeva che quella sarebbe stata la prima di tante opere realizzate con un materiale che normalmente viene gettato dopo l'uso e che invece, con grande intuizione per quegli anni,  lui decide di far continuare a vivere facendolo diventare arte.

Solo dopo molto tempo e una vita fatta di lavoro da imprenditore grafico, messo alle strette dalla crisi economica, ma non personale, si re-incontra con quella tecnica materica che negli anni in cui era giovane e di belle speranze lo aveva solleticato. 

Mosso dalla passione e da una verve inusuale gli verrà naturale creare in una seconda vita, RE_CONVERT Ars, che più che un marchio, sarà una vera e propria "felice" scelta artistica. 

Partendo da un suo jeans, un pantalone, <custode, come scrive lui stesso, dei più intimi segreti>, che una volta consumato lui frammenta in tanti piccoli pezzi dipinti e li fa diventare una mirabile opera pittorica.

In galleria possiamo ritrovare delle citazioni di quella prima opera materica del 1982, opere nelle quali riconosciamo nella complementarità dei colori degli scacchi, i colori della bandiera della pace.

Una coazione a ripetere di opere quasi tutte intitolate -Frammenti di pace- 1,2,3,6, -Landscape- e -Scacco matto-, dipintie da Bellingardo nella sua piena maturità di artista,  anticipando con grande sensibilità tematiche che sono diventate tragicamente di attualità come la pace e l'ambiente e che danno il titolo a questa mostra assieme ad altre opere altrettanto significative qui alla Galleria del Barone.

Sono due importanti opere -Icaro- e -Stagnazione-, composte da olio su tela e sughero che testimoniano ancor di più la sua ormai matura evoluzione artistica.

Bellingardo infatti diventa interprete non di se stesso ma del tempo in cui vive cogliendo aspetti sociali che solo un'artista può intercettare, quali il tentativo di uscire dal labirinto di  'Icaro' , identificato da un pallino rosso fluttuante che rappresenta il bisogno di scappare da una realtà virtuale che risulta sempre più opprimente.

O ancora nella 'Stagnazione' quadro materico olio su tela e sughero che rappresenta il degrado di certa parte della nostra società indicato da un magma dal colore ocra e verde rappresentato da piccole forme semicircolari di sughero naturale, dove risalta un piccolo frammento di  sughero verde che tenta di aprirsi un varco lasciando una piccola scia blu che rappresenta la speranza; una sorta di vetrino di un microscopio con i germi di un male generazionale, appunto la stagnazione, di certa classe sociale e di certa cultura.

Con le opere - Pelle- e -Bosco incantato- si completa la testimonianza della crescita artistica e umana di Giorgio Bellingardo. Sono due opere che vogliono testimoniare le ferite dei nostri tempi inferte alla terra dai cambiamenti climatici e dalle guerre.

- Pelle - è un quadro del 2021 composto da 6 cortecce dipinte coi colori della bandiera della pace, raccolte dagli alberi abbattuti dalla tempesta Vaia del 2018 che vogliono richiamare allo stesso tempo due problematiche: i cambiamenti climatici e la pace come elementi fondamentali per l'umanità nella terra.

Il tema ambientale viene  ancor più evidenziato dall'opera -Il bosco incantato- che fa parte di una serie di opere create da Giorgio Bellingardo col materiale raccolto nei luoghi della tempesta Vaia che però, per motivi di spazio, non sono potute essere portate a Spinea. 

In questa opera in particolare l'artista sintetizza attraverso i materiali che abbiamo visto nelle precedenti opere, jeans e sughero, il disastro avvenuto nei nostri boschi di montagna nell'ottobre di quattro anni fa. 

Con quattro tonalità di colori schematizza la drammaticità degli alberi, alcuni diventano tronchi, altri spogli delle foglie svettano ancora, dalla terra madre rappresentata dagli scacchi verdi, al cielo rappresentato a sua volta dagli scacchi viola, il colore del lutto, ma anche colore simbolico della quaresima, che come sappiamo è il periodo che precede la resurrezione.

E quindi rinascita.

Insomma il visitatore in questa mostra può immergersi dentro un mondo di colori dove può comprendere il senso che anche un semplice scarto, se si vuole, può diventare strumento di espressione materica del reale, ma anche visione del presente e di un futuro che potrebbe essere.

Una mostra che suggestiona e che ripaga la vista con opere importanti e generose. Che aiuta a farci riappacificare col mondo, si con Gaia, quella terra che tutti insieme abbiamo contribuito a compromettere, ma che grazie al suo messaggio ti aiuta a ri-trovare speranza.

Speranza in un cambiamento possibile, anche e soprattutto attraverso l'arte.

Quella di Giorgio è arte con la A maiuscola che vuole farci vedere, dal suo punto di vista le possibili prospettive di cambiamento che possono essere condivise o semplicemente conosciute.

Potrete ammirare quindi, anche se solo in parte, il suo percorso artistico, intellettuale e valoriale, come Artista e come Uomo.

V. Franzin - Rino

Giorgio Bellingardo nella recente mostra al Forte Zelarino

altre informazioni sull'artista: www.giorgiobellingardo.com 

foto dell'inaugurazione:










domenica 8 maggio 2022

EMOZIONI Mostra di quadri del nostro amico GIUSEPPE COPPOLA -

DOMENICA 29 MAGGIO 2022 ALLE ORE 11.30 INAUGURAZIONE della Mostra di pittura EMOZIONI dell'amico artista Giuseppe Coppola, la mostra sarà visitabile fino a questo autunno nei giorni di apertura del locale Pizzeria Jazz Club Barone Rosso.



Abbiamo il piacere di presentare presso La galleria del Barone  del locale di Spinea                    BARONE ROSSO PIZZERIA JAZZ CLUBla mostra dell’artista Giuseppe Coppola dal titolo EVOLUZIONE.

L’artista, grazie alla sua precedente professione lavorativa, ha avuto modo di studiare e conoscere profondamente l’animo umano e in questa, come nelle altre esposizioni delle sue opere, vuole accompagnarci in un viaggio virtuale nella galassia delle forme e dei colori, ma anche e soprattutto, attraversare la sfera impenetrabile del corpo e della psiche.

Le sue immagini pittoriche di volti dipinti con taglio fotografico, ci portano in un mondo surrealista fatto di arcipelaghi di pigmenti dai quali emerge con forza un grande talento per la pittura e tutto il suo giovanile amore per la fotografia.


I suoi quadri ricordano, scatti virati con la tecnica della posterizzazione, che fanno da base pittorica che sapientemente l’artista, fa diventare poi volti di donna ‘originali’ e ‘unici’, pennellati sulla tela con taglio fotografico.


Visione d'insieme della Galleria Al Barone

Oubli puissant habite sur ta buche - Nebbia al Golden gate

Giovane donna gen. 2019


Giovane donna nov. 2018 - Giovane Donna gen. 2019

IL QUADRITTICO DELLE STAGIONI -In Autunno - In Inverno - In Primavera - In Estate  


Grandi macchie surreali che, come isoipse, modellano le curve dei volti di donne di raffinata bellezza, raffigurate con sguardi intriganti, che mescolate alle macchie delle campiture rendono il ritratto ammirabile, ipnotizzando con l’effetto ottico della visione d’insieme, un’intensità di colori e una sapiente armonia di proporzioni, talmente accattivanti che a volte nella
 loro visione rapiscono lo spettatore.
Occhio 2 - Inquietudine

Si!      Si fanno guardare i quadri di Coppola; meglio se da una certa distanza, così dare modo all’occhio di circostanziarne i tratti.  L’effetto è tanto antropomorfo tanto più ci si allontana, quanto diventa astratto e intrigante quanto più ci si avvicina.

L'oubli puissant habite sur ta buche

E così l’artista, che per primo ha sperimentato questo effetto ottico, inizia una ricerca artistica che lo porta a giocare con i particolari che diventano a loro volta, grazie a questo effetto “zoom” (ecco di nuovo la fotografia), un’altra tela e quindi un’altra opera.

L’arte diventa un gioco di macroscopia del particolare di una certa immagine che Coppola usa per elaborare il suo studio di visione complessiva, che lo porterà poi a realizzare proprio nel quartetto delle stagioni la sua “Evoluzione” artistica.

Oltre che di sperimentazione, con l’uso della tecnica materica, le quattro stagioni diventano la continuazione della sperimentazione del ‘macro’, come punto di partenza per il componimento astratto quale poi risultato finale.

Golden Gate: un ricordo


Nell’arte di Coppola ci sono citazioni di grandi artisti della Pop art e dell’avanguardia novecentesca dell’astrattismo figurativo.  La sua ricerca continua come si può vedere nella coppia dei due quadri dei “Ponti” presenti in mostra, immortalati nella loro staticità e avvolti da effimeri cumuli di nebbie.

Anche questi paesaggi così diversi dalle tematiche precedenti acquisiscono, grazie alla tecnica delle macchie di colore, fascino e curiosità, quasi a rappresentare un simbolo, come tutti i ponti che attraversano e “uniscono”, ovvero ciò che deve esprimere l’arte, grazie alla bellezza, ovvero unire i popoli.

V. Rino Franzin

  

Giuseppe Coppola nasce a Catania il 14 marzo 1948, vive lavora a Dolo Ve.

Durante la sua attività professionale che, dopo la laurea e la specializzazione in Neurologia a Catania nel 1979 e in Psichiatria a Modena nel 1989, lo ha visto impegnato come Psichiatra a Venezia, Mestre, San Donà di Piave e Mirano-Dolo, ha sempre ha coltivato la passione della Fotografia con particolare riguardo ai ritratti, del Disegno e della Pittura.

A quest’ultima s’è dedicato con maggiore assiduità una volta andato in pensione.

Libero dall’impegno lavorativo ha frequentato i Corsi di Disegno e Pittura tenuti dalla Sig.ra Graziella Sorgato presso l’Università Popolare di Camponogara, approfondendo con la stessa la tecnica dell’Acquerello.

Da poco si è avvicinato al mondo dell’incisione frequentando presso il Centro Calcografico 3C di Mestre il work shop di Xilografia tenuto dal Maestro Davide Schileo e il corso base di Calcografia con il Maestro Gianni Favaro.

Nella sua pittura si fondono mirabilmente le sue due passioni (Fotografia e Pittura), una coniugazione che si esprime attraverso il colore e le gradazioni tonali, in particolare con le emozioni e gli stati d’animo dei soggetti ritratti.

Dal 2018 ad oggi ha sviluppato una tecnica pittorica al contempo figurativa/astratta, per giungere poi un suo proprio e originale astrattismo, attraverso l’osservazione dei particolari quasi come se utilizzasse un microscopio.

Ha alle spalle numerose esposizioni sia collettive che personali:

dal 2010 al 2019 nelle Collettive organizzate nei territori della Riviera del Brenta di pertinenza dell’Università Popolare di Camponogara;

Nel 2018 dal 16 novembre al 13 dicembre 2018 la sua prima Personale “Prisma di Luce” con l’Associazione Culturale “Trasparenze” di Mestre;

Nel 2019 da ottobre a novembre e 2020 da giugno ad agosto, personale c/o il “Caffè Commercio” di Dolo;

Nel 2018, 2019 e 2021 ha partecipato in Collettiva c/o la Galleria di via Querini 22 in Mestre alle edizioni di “Art Night”;

Nel 2019, 2020, 2021 ha partecipato al “Premio Mestre di Pittura”;

Dal 2020 fa parte del Gruppo Artistico “Immagine 22”;

Dal 15 al 31 dicembre 2021, Udine c/o Galleria ARTime in Collettiva dal titolo “tirando le somme”