20° ANNIVERSARIO
DEL CENTRO CALCOGRAFICO 3C
e 37° ANNIVERSARIO
DEL BARONE ROSSO A SPINEA
martedì 23 maggio 2023
inaugurazione mostra ore 18,45
20° ANNIVERSARIO
DEL CENTRO CALCOGRAFICO 3C
e 37° ANNIVERSARIO
DEL BARONE ROSSO A SPINEA
martedì 23 maggio 2023
inaugurazione mostra ore 18,45
OGGETTI SOSPESI NEL TEMPO
Mostra di opere dell'artista Marcello VALONTA
GALLERIA DEL BARONE
Pizzeria Jazz Club BARONE ROSSO Via Martiri 15/17
Domenica 2 aprile 2023
ore 11,30
presenta le opere di MARCELLO VALONTA
La mostra è curata dal Centro Calcografico 3C di Mestre, che dal dicembre 2021 ha raccolto il testimone dall'Associazione Culturale Artistica.Mente 3.0 con l'impegno di integrare la già ricca offerta culturale del Barone Rosso, Musica, teatro, presentazione di libri, con mostre di pittura che siano vere e proprie esposizioni di opere d'arte importanti e con lo scopo di portare l'arte là dove c'è la gente.
Alla fine della presentazione il locale offrirà un aperitivo agli amici che presenzieranno all'inaugurazione.
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| Il cappello di mio padre |
MARCELLO VALONTA, veneziano di nascita, vive e opera a Favaro Veneto. Ha studiato all'Istituto Statale d'Arte di Venezia. Ha lavorato come scenografo alla Fenice. Le sue opere figurano in collezioni pubbliche e private. Dal 1988 è entrato a far parte del Centro artistico culturale G.B. Piranesi di Mogliano Veneto con il quale ha partecipato a numerose mostre collettive riscuotendo sempre qualificati apprezzamenti critici e di pubblico.
Ha scritto di lui il prof. Giancarlo Zaramella - imbattersi nelle opere di Marcello Valonta consente una riconciliazione..... - ..la poesia di un vissuto quotidiano che è diventato fiaba da raccontare ai grandi......, e ancora: oggetti sospesi in uno spazio senza tempo.
Credo che questi pensieri valgano anche per chi incontra per la prima volta le opere del pittore Valonta. Sono riflessioni e sentimenti vissuti prima dallo stesso artista che in maniera diretta escono dai quadri e colpiscono l'immaginario dello spettatore che può così rivivere a sua volta quelle scene di immobile silenzio, ma di grande effetto simbolico.
Come scrive Zaramella nelle sue tele si respira il sudore, la polvere e il silenzio metafisico, ......dove le luci giungono da sorgenti e creano delle suggestioni uniche. L'artista decide così quindi di usare un messaggio essenziale, quello della figura, per raccontare qualcosa di intimo di importante e lo fa con il linguaggio che per lui è più congeniale, la rappresentazione scenica.
Oggetti raccolti e custoditi nella soffitta di casa a testimoniare i racconti dell'autore attraverso le cose della vita collezionate negli anni, appartenute al passato ma che sono ancora dentro al suo vissuto.
I suoi oggetti che lui volutamente rappresenta in un determinato "spazio" nel suo "tempo sospeso", hanno così un grande effetto emozionale, restituendoci un'eccellente dimostrazione della sua grande esperienza e maestria di scenografo.
Ogni oggetto ha quindi un rapporto di "armonia" con lo spazio, che dimostra la grande capacità descrittiva dell'artista.
La pittura di Marcello Valonta è per se stessa linguaggio universale che si presta molto bene per raccontare non solo una, ma tante storie.
Vincenzo Rino Franzin
SALVATORE AFFINITO LA COMMOZIONE DI MANGIAFUOCO ACQUAFORTE/ACQUATINTA
DANIELA BETTELLA LA FATA TURCHINA PARLA A PINOCCHIO ACQUAFORTE
VALENTINA DAL FABBRO <<CREDIMI>> ACQUAFORTE
GIANNI FAVARO FACENDO LA GUARDIA ACQUAFORTE
MARIA CONCETTA FORNARI DA VITTIMA A COLPEVOLE: POVERO PINOCCHIO ACQUAFORTE
VINCENZO -RINO- FRANZIN PINOCCHIO GETTA L’ABECEDARIO – OMAGGIO A VINICIO STOCCO ACQUAFORTE
GIANNA GIACOMIN MERAVIGLIA ACQUAFORTE/ACQUATINTA
CHIARA GRANDIN L'INCONTRO ACQUAFORTE
LUISA NOVELLETTO METAMORFOSI CERAMOLLE/ACQUAFORTE
CATERINA PICCINI PINOCCHIO SOTTO SCORTA ACQUAFORTE/ACQUATINTA
MARCO ZANE PINOCCHIO NEI GUAI ACQUAFORTE
SILVANA ZANE AGNESE, LA
LUMACA ACQUAFORTE
VENTESIMO ANNIVERSARIO DEL 3C
Eccoci di nuovo ad un appuntamento con l'arte a Spinea.
DOMENICA 5 FEBBRAIO 2023
ALLE ORE 11,30
Abbiamo il piacere di presentare la mostra di Giorgio Mascìa dal titolo "TRATTI E RITRATTI" nella Galleria del Barone a Spinea in via Martiri 15/17.
La mostra è curata dal Centro Calcografico 3C di Mestre, che dal dicembre 2021 ha raccolto il testimone dall'Associazione Culturale Artistica.Mente 3.0 con l'impegno di integrare la già ricca offerta culturale del Barone Rosso, Musica, teatro, Presentazione di libri, presentando mostre di pittura che siano vere e proprie esposizioni di opere d'arte importanti, con lo scopo di portare l'arte là dove c'è la gente.
Alla fine della presentazione il locale offrirà un aperitivo agli amici che presenzieranno all'inaugurazione.
GIORGIO MASCI'A
Giorgio Mascìa nasce a Carbonia (CA) vive ed opera a Noale
(VE). La sua grande passione artistica nasce nell'adolescenza, si sviluppa e
cresce grazie anche ai suoi continui studi e alle sue ricerche.
Dal 1990 lavora come scenografo, collaboratore e pittore di
scena, in diversi teatri lirici come: Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, Teatro
Regio di Torino e Teatro dell’Opera di Bilbao (SPAGNA). Dal 2008 lavora come scenografo
collaboratore al Teatro La Fenice di Venezia. Nel 2009 entra a far parte del
Centro Artistico Culturale G. B. Piranesi di Mogliano Veneto (TV).
Le opere di Mascìa si caratterizzano per una spiccata
separazione cromatica basata su una pennellata particolare composta da piccoli
puntini colorati o lunghi tratti che generano un senso ottico di grande fascino
donando all'opera un sapore antico, prezioso e nello stesso tempo moderno. Le
tinte sono equilibrate e morbide nella stesura, i contrasti sono opachi ma poco
aspri, il risultato che l'artista Mascìa ottiene è un'opera di grande
leggerezza visiva e di luminosità interessante. La figura umana è la vera
protagonista del mondo, con i suoi pensieri, con le sue sensazioni e le sue emozioni
osserva l'esistenza che ogni giorno matura la sua evoluzione determinando un
cambiamento continuo interiore. L’artista affronta un’analisi interiore sui
personaggi ritratti, riprodotti nella loro espressività ben curata nei dettagli
e nella fisionomia.
La scelta della tecnica pittorica, dove il colore è avvolto
da scìe luminose di grande fascino, si sofferma sul rapporto tra arte, natura e
umanità, tematiche che accentuano il significato simbolico ed evocativo
dell’immagine stessa.
Mascìa osserva la realtà copiandola magistralmente ma
aggiungendo una forte personalizzazione alla visione attraverso una funzione
intellettiva sulla composizione animata dai colori e dalla tecnica usata. Oltre
alla rappresentazione del ritratto Mascìa realizza opere che parlano del
presente, la scelta compositiva è reale nella sua essenza ed è portavoce di un
quotidiano collettivo.
Le sue opere conquistano il mondo dell’arte contemporanea
per la potenza espressiva e la forte originalità, per un grande valore
estetico, compositivo e stilistico.
Scenografie teatrali che riguardano allestimenti diversi tra
pittura e scultura sono per l’artista Mascìa una grande ispirazione artistica,
un tesoro prezioso che gli permette di personalizzare il suo stile pittorico
realizzando opere d’arte di grande valore del tutto contemporaneo.
Il linguaggio pittorico di Mascìa si caratterizza per la
scelta figurativa dove sperimenta opere di grandi dimensioni che rappresentano
il paesaggio, naturale o urbano, ed edifici imponenti e significativi. La sua
grande passione sono i ritratti dove si evince una grande impronta di
soggettività a beneficio di soluzioni formali caratteristiche che abbracciano
diverse correnti artistiche. Giorgio Mascìa è grande ritrattista, un vero
maestro nel donare, ricercare ed affrontare espressività complesse ai suoi
personaggi.
Qualcosa di misterioso nasce dalla pittura di Giorgio Mascìa,
i volti da lui proposti sono colmi di enigmi uniti dalla tecnica avanzata che l’artista
utilizza per realizzare al meglio quello che vuole rappresentare, gli accordi
tra colore e luce, i contrasti cromatici donano alle opere una luce innovativa
e colma di dettagli.
Uno stile raffinato e personale, una padronanza tecnica nel tratto
sono le attinenze essenziali della sua espressione artistica, Mascìa cimenta la
sua bravura artistica in opere complesse sia nella scelta espressiva, sia nella
composizione del tutto contemporanea. Le
opere sono circondate da vibrazioni di colori che hanno il compito di unire la psiche
di chi osserva con espressività fugace rappresentata nell’opera facendo così
affiorare valori intimi.
Ne “La ragazza con l’orecchino” omaggio a Vermeer,
Mascìa ha sviluppato, approfondendo con dovizia il suo profondo amore per l’arte,
la bellezza che viene rappresentata dall’immagine femminile, circondata dall’aura
della purezza e dall’innocenza. Mascìa riesce ad interpretare questo capolavoro
con abilità, donando a quest’opera una grande percezione del passato e un
sentore per il presente-futuro per chi si addentra in questo studio stilistico
pittorico come riferimento di processi inconsci che Mascìa riesce a riportare
in ogni opera.
La ricerca prende forma per realizzare un’arte reale nella
corrente figurativa, un mix quindi tra passato e presente. I volti dei soggetti
raffigurati esprimono in modo contemplativo il reale stato d’animo, donando questa
fusione di colori, di apertura interiore ed esteriore che trasporta lo spettatore
in un processo inconscio dove l’artista può dare spazio al suo talento.
La sintonia magnifica dei colori, la straordinaria validità
compositiva, la singolare espressività delle figure sono il segnale sicuro
della maturità raggiunta dall’artista.
Il linguaggio pittorico che Mascìa utilizza si esprime con
pennellate corpose e penetranti, mezze tinte
e di tenui contrasti cromatici chiaroscuri.
È un linguaggio vero e sincero, che coinvolge non solo lo
spettatore m anche il mondo della critica, donando riconoscimenti ed
apprezzamenti per il suo talento artistico.
Giorgio Mascìa attraverso l’immagine di un volto riesce a
manifestare gli intimi stati della personalità, facendo riemergere come termine
di confronto, il mondo ideale dell’essere. Uno studio attento per queste opere
che emanano sensazioni ad ampio raggio, un ringraziamento a Giorgio Mascìa per
questi capolavori che si espandono senza tempo e senza barriere, l’arte figurativa
si apre al mondo contemporaneo regalando nuove espressioni di grande
originalità.
tratto da - Archivio Monografico dell’Arte Italiana – febbraio 2020
PASSEGGIATA TRA I COLORI
Dopo la bellissima mostra di Giorgio Bellingardo eccoci di nuovo a presentare alla Galleria del Barone a Spinea, una nuova rassegna di quadri della pittrice ALESSANDRA GANDOLFI .
Abbiamo il piacere di ospitare questa artista che abita e lavora a Bergamo ma che grazie a quelle strane e incredibili circostanze che fanno si che l'arte sia sinergia, attraverso anche solo a dei singoli riferimenti e punti di contatto con altre realtà, oggi presenta i suoi bellissimi lavori proprio qui in questo locale che ormai da anni fa cultura, teatro, musica e arte a Spinea.
Alessandra Gandolfi nasce a Bergamo nel 1968 e fin da bambina coltiva la passione per la musica in particolare per il pianoforte che suona dall'età di 6 anni, anche se come dice lei però la sua vera passione è la pittura e l'arte.
Giovane allieva del pittore bergamasco Emilio Nembrini avendo la fortuna di frequentare il suo studio viene contagiata dalla sua arte e si appassiona alla pittura.
E' la che si innamora dell'arte.
Viene letteralmente rapita e affascinata dall'atmosfera dell'atelier del suo maestro, in particolare dal profumo dei colori ad olio e dell'acquaragia.
A sedici anni , dopo la visita a Lugano dei quadri degli artisti impressionisti provenienti dall'Hermitage di San Pietroburgo, si innamora di questa corrente artistica sviluppata a Parigi nella seconda metà dell'800.
E' una vera folgorazione per Monet in particolare e per l'Impressionismo tanto da farne oggetto di studi e di applicazione per i suoi successivi lavori.
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| Giardino Sigurtà 50x40 |
Tutto questo amore per i colori forti e per i contrasti di luci e ombre, caratteristico della pittura impressionista, si potrà rilevare proprio nei suoi quadri dipinti nello studio-bottega nel Lago di Garda dove si trasferisce per 12 anni.
Ispirata dai giardini, dalle limonaie e dall'azzurro del lago ritroverà quei colori che tanto l'avevano suggestionata così da farli diventare il principale tema ispiratore dei suoi quadri.
Chiusa la parentesi del Garda ma non quella artistica, assieme ad altre amiche artiste fonda nel 2017 l'associazione ART SPACE che ha come scopo principale quello di promuovere l'arte in ogni sua forma.
La sua attività artistica si arricchirà quindi di questo impegno e in particolare di realizzare corsi di pittura per grandi e bambini, laboratori a tema per avvicinare più persone possibile all'arte e ai personaggi che hanno fatto grande la storia dell'arte.
Per questo è stata anche definita una pittrice "attivista dell'arte".
Nei suoi laboratori attraverso l'arte insegna soprattutto a ritrovare la propria manualità che in questo periodo storico, in particolare nell'infanzia si va perdendo.
Nei suoi stages cura in particolare anche l'aspetto terapeutico che l'arte infonde a chi la pratica, ma anche soprattutto a chi ha anche solo la possibilità di vederla come in questa mostra .
I suoi quadri parlano attraverso i colori della sua passione e dell'emozione che guida il suo pennello e che di sicuro trasmette anche in chi ha la possibilità di ammirali.
V. Franzin

MOSTRA DI PITTURA RE_CONVERT ARS di Giorgio Bellingardo GALLERIA DEL BARONE a Spinea presso pizzeria jazz club AL BARONE ROSSO via Martiri15/17.
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Pelle - olio su corteccia |
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Partita a scacchi 1982 Olio su tela e jeans |
Allora, appena diplomato al liceo artistico, ancora non sapeva che quella sarebbe stata la prima di tante opere realizzate con un materiale che normalmente viene gettato dopo l'uso e che invece, con grande intuizione per quegli anni, lui decide di far continuare a vivere facendolo diventare arte.
Solo dopo molto tempo e una vita fatta di lavoro da imprenditore grafico, messo alle strette dalla crisi economica, ma non personale, si re-incontra con quella tecnica materica che negli anni in cui era giovane e di belle speranze lo aveva solleticato.
Mosso dalla passione e da una verve inusuale gli verrà naturale creare in una seconda vita, RE_CONVERT Ars, che più che un marchio, sarà una vera e propria "felice" scelta artistica.
Partendo da un suo jeans, un pantalone, <custode, come scrive lui stesso, dei più intimi segreti>, che una volta consumato lui frammenta in tanti piccoli pezzi dipinti e li fa diventare una mirabile opera pittorica.
In galleria possiamo ritrovare delle citazioni di quella prima opera materica del 1982, opere nelle quali riconosciamo nella complementarità dei colori degli scacchi, i colori della bandiera della pace.
Una coazione a ripetere di opere quasi tutte intitolate -Frammenti di pace- 1,2,3,6, -Landscape- e -Scacco matto-, dipintie da Bellingardo nella sua piena maturità di artista, anticipando con grande sensibilità tematiche che sono diventate tragicamente di attualità come la pace e l'ambiente e che danno il titolo a questa mostra assieme ad altre opere altrettanto significative qui alla Galleria del Barone.
Sono due importanti opere -Icaro- e -Stagnazione-, composte da olio su tela e sughero che testimoniano ancor di più la sua ormai matura evoluzione artistica.
Bellingardo infatti diventa interprete non di se stesso ma del tempo in cui vive cogliendo aspetti sociali che solo un'artista può intercettare, quali il tentativo di uscire dal labirinto di 'Icaro' , identificato da un pallino rosso fluttuante che rappresenta il bisogno di scappare da una realtà virtuale che risulta sempre più opprimente.
O ancora nella 'Stagnazione' quadro materico olio su tela e sughero che rappresenta il degrado di certa parte della nostra società indicato da un magma dal colore ocra e verde rappresentato da piccole forme semicircolari di sughero naturale, dove risalta un piccolo frammento di sughero verde che tenta di aprirsi un varco lasciando una piccola scia blu che rappresenta la speranza; una sorta di vetrino di un microscopio con i germi di un male generazionale, appunto la stagnazione, di certa classe sociale e di certa cultura.
Con le opere - Pelle- e -Bosco incantato- si completa la testimonianza della crescita artistica e umana di Giorgio Bellingardo. Sono due opere che vogliono testimoniare le ferite dei nostri tempi inferte alla terra dai cambiamenti climatici e dalle guerre.
- Pelle - è un quadro del 2021 composto da 6 cortecce dipinte coi colori della bandiera della pace, raccolte dagli alberi abbattuti dalla tempesta Vaia del 2018 che vogliono richiamare allo stesso tempo due problematiche: i cambiamenti climatici e la pace come elementi fondamentali per l'umanità nella terra.
Il tema ambientale viene ancor più evidenziato dall'opera -Il bosco incantato- che fa parte di una serie di opere create da Giorgio Bellingardo col materiale raccolto nei luoghi della tempesta Vaia che però, per motivi di spazio, non sono potute essere portate a Spinea.
In questa opera in particolare l'artista sintetizza attraverso i materiali che abbiamo visto nelle precedenti opere, jeans e sughero, il disastro avvenuto nei nostri boschi di montagna nell'ottobre di quattro anni fa.
Con quattro tonalità di colori schematizza la drammaticità degli alberi, alcuni diventano tronchi, altri spogli delle foglie svettano ancora, dalla terra madre rappresentata dagli scacchi verdi, al cielo rappresentato a sua volta dagli scacchi viola, il colore del lutto, ma anche colore simbolico della quaresima, che come sappiamo è il periodo che precede la resurrezione.
E quindi rinascita.
Insomma il visitatore in questa mostra può immergersi dentro un mondo di colori dove può comprendere il senso che anche un semplice scarto, se si vuole, può diventare strumento di espressione materica del reale, ma anche visione del presente e di un futuro che potrebbe essere.
Una mostra che suggestiona e che ripaga la vista con opere importanti e generose. Che aiuta a farci riappacificare col mondo, si con Gaia, quella terra che tutti insieme abbiamo contribuito a compromettere, ma che grazie al suo messaggio ti aiuta a ri-trovare speranza.
Speranza in un cambiamento possibile, anche e soprattutto attraverso l'arte.
Quella di Giorgio è arte con la A maiuscola che vuole farci vedere, dal suo punto di vista le possibili prospettive di cambiamento che possono essere condivise o semplicemente conosciute.
Potrete ammirare quindi, anche se solo in parte, il suo percorso artistico, intellettuale e valoriale, come Artista e come Uomo.
V. Franzin - Rino
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| Giorgio Bellingardo nella recente mostra al Forte Zelarino |
DOMENICA 29 MAGGIO 2022 ALLE ORE 11.30 INAUGURAZIONE della Mostra di pittura EMOZIONI dell'amico artista Giuseppe Coppola, la mostra sarà visitabile fino a questo autunno nei giorni di apertura del locale Pizzeria Jazz Club Barone Rosso.
Abbiamo il piacere di presentare presso La galleria del Barone del locale di Spinea BARONE ROSSO PIZZERIA JAZZ CLUB, la mostra dell’artista Giuseppe Coppola dal titolo EVOLUZIONE.
L’artista, grazie
alla sua precedente professione lavorativa, ha avuto modo di studiare e conoscere
profondamente l’animo umano e in questa, come nelle altre esposizioni delle sue
opere, vuole accompagnarci in un viaggio virtuale nella galassia delle forme e
dei colori, ma anche e soprattutto, attraversare la sfera impenetrabile del
corpo e della psiche.
Le sue immagini pittoriche di volti dipinti con taglio fotografico, ci portano in un mondo surrealista fatto di arcipelaghi di pigmenti dai quali emerge con forza un grande talento per la pittura e tutto il suo giovanile amore per la fotografia.
I suoi quadri ricordano, scatti virati con la tecnica della posterizzazione, che fanno da base pittorica che sapientemente l’artista, fa diventare poi volti di donna ‘originali’ e ‘unici’, pennellati sulla tela con taglio fotografico.
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| Visione d'insieme della Galleria Al Barone |
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| Oubli puissant habite sur ta buche - Nebbia al Golden gate |
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| Giovane donna gen. 2019 |
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| Giovane donna nov. 2018 - Giovane Donna gen. 2019 |
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| IL QUADRITTICO DELLE STAGIONI -In Autunno - In Inverno - In Primavera - In Estate |
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| Occhio 2 - Inquietudine |
Si! Si fanno guardare i quadri di Coppola;
meglio se da una certa distanza, così dare modo all’occhio di circostanziarne i
tratti. L’effetto è tanto antropomorfo
tanto più ci si allontana, quanto diventa astratto e intrigante quanto più ci
si avvicina.
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| L'oubli puissant habite sur ta buche |
E così l’artista, che per primo ha sperimentato questo effetto ottico, inizia una ricerca artistica che lo porta a giocare con i particolari che diventano a loro volta, grazie a questo effetto “zoom” (ecco di nuovo la fotografia), un’altra tela e quindi un’altra opera.
L’arte diventa
un gioco di macroscopia del particolare di una certa immagine che Coppola usa
per elaborare il suo studio di visione complessiva, che lo porterà poi a
realizzare proprio nel quartetto delle stagioni la sua “Evoluzione” artistica.
Oltre che di
sperimentazione, con l’uso della tecnica materica, le quattro stagioni
diventano la continuazione della sperimentazione del ‘macro’, come punto di
partenza per il componimento astratto quale poi risultato finale.
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| Golden Gate: un ricordo |
Nell’arte di
Coppola ci sono citazioni di grandi artisti della Pop art e dell’avanguardia
novecentesca dell’astrattismo figurativo.
La sua ricerca continua come si può vedere nella coppia dei due quadri dei
“Ponti” presenti in mostra, immortalati nella loro staticità e avvolti da
effimeri cumuli di nebbie.
Anche questi paesaggi
così diversi dalle tematiche precedenti acquisiscono, grazie alla tecnica delle
macchie di colore, fascino e curiosità, quasi a rappresentare un simbolo, come
tutti i ponti che attraversano e “uniscono”, ovvero ciò che deve esprimere
l’arte, grazie alla bellezza, ovvero unire i popoli.
V. Rino Franzin
Giuseppe Coppola nasce a Catania il 14
marzo 1948, vive lavora a Dolo Ve.
Durante la sua attività professionale
che, dopo la laurea e la specializzazione in Neurologia a Catania nel 1979 e
in Psichiatria a Modena nel 1989, lo ha visto impegnato come Psichiatra a
Venezia, Mestre, San Donà di Piave e Mirano-Dolo, ha sempre ha coltivato la
passione della Fotografia con particolare riguardo ai ritratti, del Disegno e
della Pittura.
A
quest’ultima s’è dedicato con maggiore assiduità una volta andato in pensione.
Libero dall’impegno lavorativo ha
frequentato i Corsi di Disegno e Pittura tenuti dalla Sig.ra Graziella Sorgato
presso l’Università Popolare di Camponogara, approfondendo con la stessa la
tecnica dell’Acquerello.
Da poco si è avvicinato al mondo
dell’incisione frequentando presso il Centro Calcografico 3C di Mestre il work
shop di Xilografia tenuto dal Maestro Davide Schileo e il corso base di
Calcografia con il Maestro Gianni Favaro.
Nella sua pittura si fondono
mirabilmente le sue due passioni (Fotografia e Pittura), una coniugazione che si
esprime attraverso il colore e le gradazioni tonali, in particolare con le
emozioni e gli stati d’animo dei soggetti ritratti.
Dal 2018 ad oggi ha sviluppato una tecnica
pittorica al contempo figurativa/astratta, per giungere poi un suo proprio e originale
astrattismo, attraverso l’osservazione dei particolari quasi come se
utilizzasse un microscopio.
Ha alle spalle numerose esposizioni sia
collettive che personali:
dal 2010 al 2019 nelle Collettive
organizzate nei territori della Riviera del Brenta di pertinenza
dell’Università Popolare di Camponogara;
Nel 2018 dal 16 novembre al 13 dicembre
2018 la sua prima Personale “Prisma di Luce” con l’Associazione Culturale
“Trasparenze” di Mestre;
Nel 2019 da ottobre a novembre e 2020
da giugno ad agosto, personale c/o il “Caffè Commercio” di Dolo;
Nel 2018, 2019 e 2021 ha partecipato in
Collettiva c/o la Galleria di via Querini 22 in Mestre alle edizioni di “Art
Night”;
Nel 2019, 2020, 2021 ha partecipato al
“Premio Mestre di Pittura”;
Dal 2020 fa parte del Gruppo Artistico
“Immagine 22”;
Dal 15 al 31 dicembre 2021, Udine c/o
Galleria ARTime in Collettiva dal titolo “tirando le somme”