LA GALLERIA DEL BARONE - Mostra IMAGO URBIS
del maestro incisore e pittore Giuseppe Brombin
Il BARONE ROSSO PIZZERIA JAZZ CLUB con la collaborazione dell'APS CENTRO
CALCOGRAFICO 3C Mestre vi invitano a presenziare all'INAUGURAZIONE
della mostra di incisioni
IMAGO URBIS dell'artista Giuseppe Brombin
DOMENICA 18 OTTOBRE
alle ore 11,30
IMAGO URBIS
Presentazione della Mostra
Ancora una volta, qui alla Galleria del Barone, sarà l'incisione la tecnica regina della mostra IMAGO URBIS dell'artista Giuseppe Brombin. Nato a Padova e mestrino d'adozione, Brombin presenta una selezione dei suoi più recenti lavori incisi su lastra.
L'artista, oltre che incisore, è anche pittore e grande appassionato di storia, in particolare di quella mestrina. In mostra qui a Spinea potrete apprezzare alcune delle sue opere più prestigiose, che lo hanno appassionato e occupato negli ultimi anni. Attraverso le stampe esposte in galleria emerge con chiarezza il suo rigore artistico, unito a una totale padronanza della tecnica calcografica.
Instancabile ricercatore della perfezione del segno, Brombin propone diverse vedute di Venezia (e non solo): sulla parete rossa spicca la stampa di una delle lastre della celeberrima pianta della città, realizzata in occasione del cinquecentenario della Pianta Prospettica a volo d'uccello di Jacopo De' Barbari (Venetie MD). Un’opera che Giuseppe Brombin ha osato realizzare con una resa volumetrica dell’insieme urbano, riproducendo in modo unico, tridimensionale e dettagliatissimo tutte le abitazioni attualmente esistenti.
L'artista ha portato in mostra anche una parte delle sue innumerevoli vedute orizzontali realizzate fino ad oggi. Con una preziosità di segni, queste incisioni restituiscono ciò che può essere realmente visto da un punto d'osservazione preciso, regalando scorci stupendi delle città venete. Si tratta di panoramiche nate dallo studio dei luoghi dal vero, sezionati attraverso innumerevoli scatti fotografici e poi riportati nei minimi dettagli, incisi mirabilmente sulla lastra. Tra le opere esposte figurano le vedute di Campo Santa Margherita, Santa Maria Formosa e Piazza San Marco a Venezia, ma anche di Belluno, di Prato della Valle a Padova, di Treviso e molte altre.
Merita una segnalazione particolare la pregevole veduta calcografica che ritrae Piazza Ferretto a Mestre, impreziosita dall'acquerellatura dell'artista.
La totale libertà espressiva ha inoltre permesso a Giuseppe Brombin di cimentarsi con tematiche legate al mondo contemporaneo, ai suoi drammi e alla sua bellezza. A testimonianza di questa ricerca, completano il percorso espositivo alcuni lavori figurativi ed emblematici raffiguranti scene d'interno: immagini evocative, frutto di un'attenta analisi critica della realtà sociale e politica, che mi hanno ricordato i celebri Capricci di Goya, maestro a cui l'artista ama spesso rinviare.
La mostra raccoglie così un’accurata selezione di incisioni che esplorano con straordinaria maestria i confini tra la rigorosa rappresentazione del reale e la libera invenzione fantastica. Brombin mette in scena una commedia umana disincantata, dove il tratto inciso non abbellisce, ma "scava" la superficie per portare alla luce le contraddizioni e le ipocrisie del reale. Nei suoi lavori, l’arte cessa di essere pura decorazione o celebrazione formale per trasformarsi in uno strumento anatomico di critica sociale e morale.
Da un lato, il percorso espositivo presenta una serie di magnifiche vedute panoramiche caratterizzate da una prospettiva impeccabile e da un'attenzione quasi scientifica per l'architettura e la luce, celebrando la bellezza strutturale e la memoria storica del territorio veneto.
Dall'altro lato, la mostra si addentra nei territori più profondi dell’animo umano con incisioni dal forte impianto allegorico: interni enigmatici popolati da figure grottesche, maschere, elementi simbolici e velati tocchi di colore rosso guidano l'osservatore in un teatro del subconscio, dove la satira sociale si intreccia con il sogno e l'inquietudine.
L'esposizione offre così un doppio sguardo d'insieme: il rigore della linea che disegna lo spazio prospettico urbano e la libertà dell'inconscio che reinventa, criticandola, la realtà.
Vi invito infine a sfogliare il catalogo presente in Galleria per esplorare l'intera opera dell'artista che, oltre all'incisione, comprende la pittura, linguaggio in cui i temi della satira sociale trovano ampio e ulteriore spazio.
Spinea, 11 ottobre 2026 Vincenzo Rino Franzin


